(giovanni zuntini) Dopo le prime quattro gare disputate da Blue Team nel Girone “B” di Friburgo dei Mondiali IIHF di Top Division 2026 in corso di svolgimento in Svizzera, l’analisi più onesta possibile che ho tratto è quella che l’Italia ad oggi è la principale candidata alla retrocessione, anche se dopo le iniziali tre sconfitte contro Canada (0-6), Slovacchia (1-4) e Norvegia (0-4) la sfida persa di misura contro la Cechia (1-3 con terza rete subita a porta vuota), caratterizzata dall’avvento in porta di Damian Clara con il 96,49% di parate (fermati 55 tiri su 57), ci ha ridato qualche barlume di speranza.
Il mio pensiero non è correlato al fatto che gli azzurri abbiano perso le prime quattro partite del mondiale, cosa in parte prevedibile, sulle sette complessive, ma per come le ha perse e per il contesto del girone in cui siamo inseriti.
Dopo quattro gare il Blue Team occupa l’ultimo posto della classifica del Girone “B” con zero punti all’attivo a fronte di soli 2 gol segnati e 17 subiti, dietro alle “dirette” concorrenti nella lotta salvezza per evitare la retrocessione mondiale in Prima Divisione Gruppo “A”.
Situazione deficitaria della classifica italiana a parte, il vero “problema” in ottica azzurra è rappresentato dalla Slovenia, che ad oggi ha già strappato tre punti pesanti contro Cechia (vittoria per 3-2 ai rigori) e Slovacchia (sconfitta per 4-5 ai rigori) e si sta dimostrando più competitiva del previsto, perchè la vittoria slovena all’overtime contro la Cechia ed il punto strappato alla Slovacchia rimontando dal 2-4 al 4-4 di fine terzo periodo con la rete del pareggio al 59’29” di Rok Ticar (37.enne attaccante in forza al Valpusteria) ha completamente cambiato gli equilibri della lotta salvezza.
Avversari a parte e ritornando alle nostre vicende, a vedere le partite dell’Italia è emerso un altro elemento abbastanza eloquente, rappresentato dal fatto che gli azzurri reggono abbastanza ed a tratti in fase difensiva ma che di contro faticano enormemente a produrre un gioco offensivo efficace (come già evidenziato nel torneo olimpico di Milano Cortina 2026 con gli azzurri classificatisi all’ultimo posto insieme alla Francia, ndr).
Una situazione tattica che rappresentava un timore ben noto già alla vigilia del torneo mondiale, figlio del fatto che il roster italiano è costituito prevalentemente da giocatori provenienti dalla ICE Hockey League made in Austria o dal campionato italiano della Serie A targata Alps Hockey League, con generale esperienza e struttura tattica, ma con pochissimi elementi capaci di creare superiorità individuale contro avversari di livello.
Quando il ritmo della partita si alza, l’Italia passa molto tempo senza possesso del disco e senza possibilità alcuna di creare occasioni vere, con conseguente sterilità offensiva, suffragata dai numeri dei tiri: 88 fatti, 165 subiti, con rapporto di quasi 1 a 2.
Se però ad oggi siamo qui a scrivere dell’Italia presente ad un mondiale di Top Division, va d’altro canto sottolineato che il nostro movimento, negli ultimi anni, ha fatto comunque qualcosa di importante e di non scontato, tornando stabilmente a competere per l’élite mondiale.
La Federghiaccio ha lavorato soprattutto sulla continuità e sulla naturalizzazione di giocatori, seppure il problema storico di questa scelta di modello è quello di aiutarti e permetterti di salire di categoria, anche se poi, senza un lavoro di contorno, non è scontato riuscire a restare competitivi a lungo al massimo livello.
Rispetto all’Italia invece la Slovenia, senza pensare che sulla carta ci giocheremo la salvezza anche nello scontro diretto contro la Danimarca, sembra avere oggi una serie di vantaggi a proprio favore.
Il primo è quello rappresentato da una squadra che è apparsa più spensierata e sicuramente con alcune individualità offensive più incisive delle nostre ed in tornei con partite giocate ogni due giorni anche una singola giocata può fare la differenza, perchè strappare un overtime o addirittura una vittoria inattesa cambia completamente l’inerzia di un torneo e ad oggi gli sloveni hanno già messo in cascina tre punti insperati alla vigilia.
Constatazioni a parte, le possibilità di salvezza dell’Italia esistono ancora, ma realisticamente passano quasi tutte dal riuscire a battere una delle due dirette concorrenti, considerando che al Blue Team resterà poi un’altra gara, sulla carta già segnata, contro la Svezia e che quindi il rischio concreto degli azzurri sarà quello di non sbagliare le due gare decisive, alias finali, contro Slovenia e Danimarca, che dovranno poi anche affrontarsi fra di loro.
Possibilità di salvezza che ad oggi risultano molto basse e che porteranno poi ad un’attenta analisi di quello che sarà accaduto, anticipando che da parte mia l’Italia oggi non sta “deludendo” rispetto al valore assoluto del roster a disposizione, ma che sta chiaramente mostrando il gap tra una nazionale di Prima Divisione Gruppo “A” che compete per essere promossa ed una nazionale di Top Division davvero pronta per restare stabilmente nell’élite mondiale.
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