(daniele amadasi) Conoscendo la realtà del nostro paese Italia gli articoli pubblicati su TuttoHockey.com in tema cantieristico di Milano-Cortina 2026 nel corso del 2024 con i due titoli “Il fisiologico ritardo del PalaItalia e della Milano Hockey Arena” e “L’incredibile non a norma del PalaItalia per l’hockey su ghiaccio” oltre ai piacevoli numeri inerenti le visualizzazioni, non avevano sortito che un leggero solletico a livello mediatico, considerando l’anomalia nazionale dell’incapacità di arrivare in orario e di consegnare i lavori in tempo per le verifiche del caso, puntando solo al fattore politico del taglio del nastro.
Reduci dall’Olimpiade di Torino 2006 che non ha lasciato praticamente niente a livello cittadino di eredità per gli sport del ghiaccio, a distanza di 20 anni l’Italia si appresta a vivere una rassegna olimpica invernale targata dal binomio Milano-Cortina con la disputa di 16 discipline: hockey su ghiaccio, sci alpino, pattinaggio di figura, sci di fondo, biathlon, combinata nordica, bob, slittino, snowboard, short track, pattinaggio di velocità, salto con gli sci, sci acrobatico, sci alpinismo, curling e skeleton.
Oltre che Milano e Cortina ad ospitare le gare delle diverse discipline saranno anche le località lombarde di Bormio e Livigno e quelle trentine della Val di Fiemme di Baselga di Pinè, Tesero e Predazzo, mentre la città veneta di Verona ospiterà all’Arena la cerimonia di chiusura dei giochi.
A livello impiantistico, villaggi olimpici a parte, la città di Milano dovrebbe ospiterà presso i padiglioni della Fiera di Rho nella provvisoria struttura sportiva chiamata “Milano Ice Park” costituita da due sotto aree denominate “Milano Speed Skating Stadium” e “Milano Rho Ice Hockey Arena” adibite ad ospitare rispettivamente le gare di pattinaggio di velocità e del torneo di hockey su ghiaccio, presso il Forum di Assago nella nuova denominazione di “Milano Ice Skating Arena” le gare di pattinaggio di figura e short track ed infine al PalaItalia di Santa Giulia in zona Rogoredo presso la “Milano Ice Hockey Arena” le partite di hockey su ghiaccio.
A rigore di logica sette righe sopra si sarebbe dovuto scrivere “dovrà ospitare”, invece abbiamo usato il condizionale considerando che nel corso delle ultime 48 ore dal fronte nordamericano targato Canada ed Usa è partita una crociata mediatica per via del fatto che il PalaItalia – Milano Ice Hockey Arena di Santa Giulia sarà pronto solo in extremis, senza essere stato preventivamente ed a lungo testato e che in caso di un qualsiasi problema dell’ultimo momento l’organizzazione olimpica di Milano-Cortina 2026 non abbia in mano un cosiddetto piano di riserva.
Secondo gli standard internazionali l’impianto del PalaItalia doveva essere testato con maggiore anticipo rispetto alla data di inizio del torneo olimpico maschile di hockey su ghiaccio (11-22 febbraio 2026), al quale dopo 12 anni di assenza, torneranno ad essere protagonisti i giocatori più forti al mondo che militano nella nordamericana NHL (National Hockey League) e che per l’occasione ha da tempo programmato un fermo campionato.
L’IIHF (International Ice Hockey Federation) aveva appositamente assegnato all’Italia l’organizzazione anticipata del Mondiale Under-20 maschile di Prima Divisione Gruppo “B” 2026, equivalente alla Serie C mondiale, confermata a Milano da lunedì 8 a domenica 14 dicembre 2025, seppure le sei nazionali impegnate (Italia, Ungheria, Giappone, Estonia, Polonia e Lituania) testeranno il solo ghiaccio della “Milano Rho Ice Hockey Arena” non essendo ancora pronto quello della “Milano Ice Hockey Arena” di Santa Giulia.
I media statunitensi sia a livello cartaceo (New York Post) che televisivo (NBC ed ESPN) hanno espresso la loro incredulità nell’apprendere che il cantiere del PalaItalia – Milano Ice Hockey Arena sarà pronto fra la fine di dicembre 2025 e l’inizio di gennaio 2026 e che ad oggi è previsto solo un test funzionale nel corso del fine settimana di sabato 10 e domenica 11 gennaio 2026, ad un mese dal via dei giochi olimpici, con la disputa della Final della Coppa Italia che coinvolge le squadre che partecipano all’Italian Hockey League, il campionato cadetto nazionale di Serie B di hockey su ghiaccio.
In parte finanziato da soldi pubblici per coprire l’incredibile aumento dei costi, passati dai previsti iniziali 170 milioni € ai finali 370 milioni €, la struttura privata del PalaItalia realizzata dall’azienda tedesca Eventim a fine olimpiadi sarà destinata ad ospitare spettacoli, concerti ed altri eventi sportivi (hockey ghiaccio e basket a parte non avendone incredibilmente l’omologazione per problemi di visibilità, ma solo una deroga provvisoria) puntando in primis a strappare a Torino le ATP Finals sfruttando una maggiore capienza (16 mila posti) rispetto al Palasport Olimpico (13 mila posti) sabaudo del progettista Isozaki.
Allo scalpore statunitense del mancato rispetto dei termini di test impiantistici con un anno di anticipo rispetto all’inizio delle Olimpiadi per valutarne qualità e sicurezza con possibilità di miglioramenti specifici, alla totale inesistenza di un piano di riserva in caso di necessità di emergenza ed all’incredibile mancato rispetto dei termini di realizzazione della nuova tranvia cittadina, che sarà pronta solo ad Olimpiadi finita, come del resto già successo con la linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Torino consegnata al termine della rassegna olimpica di Torino 2026. This is Italy, what else ?
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