(daniele amadasi) Mentre alla Milano Rho Ice Hockey Arena è in corso il Mondiale IIHF Under-20 maschile di Prima Divisione Gruppo “B” 2026, equivalente alla Serie C mondiale, con la presenza da lunedì 8 a domenica 14 dicembre 2025 di sei nazionali (Italia, Ungheria, Giappone, Estonia, Polonia e Lituania) anticipato per l’effettuazione dei test funzionali pre-olimpici di Milano Cortina, dopo la polemica della consegna in extremis del PalaItalia – Milano Ice Hockey Arena di Santa Giulia in zona Rogoredo, la giornata di ieri ha portato ad ulteriori contrasto fra gli organi NHL (National Hockey League) ed il CIO (Comitato Internazionale Olimpico).
Diatriba del giorno inerente alle misure olimpiche delle due piste dedicate all’hockey su ghiaccio di Rho Fiera e Milano Santa Giulia, realizzate con la misura ibrida di 60 metri x 26 metri, equivalenti a livello anglosassone a quelle di 196,85 x 85,3 piedi.
Una misura ibrida per gli standard delle piste di hockey ghiaccio, comunemente realizzate nella versione europea stile IIHF del 60 x 30 metri con raggio di curva da 8,5 metri oppure in quella tipica nordamericana NHL da 200 x 85 piedi (ovvero 60,96 x 26 metri) con raggio di curva da 28 piedi (8,53 metri).
In mancanza di una nota di risposto del CIO a contrastare la nuova polemica proveniente dal mondo NHL è stata la IIHF che ha di fatto confermato come le proprie piste tipicamente europee hanno una lunghezza fissa di 60 metri ed una larghezza variabile dai 26 ai 30 metri, chiudendo la partita della diatriba ma non l’ennesimo stupore nordamericano che a fronte della scelta di fermare il massimo campionato professionistico mondiale per mandare le proprie stelle al torneo olimpico di Milano-Cortina 2026 si aspettava il rispetto di realizzare campi di gioco con un metro più lungo in perfetto stile National Hockey League.
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