(daniele amadasi) Ad una settimana dall’avvio delle indagini della Procura Regionale della Corte dei conti della Lombardia che ha visto la guardia di finanza acquisire una serie di documenti da Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, andiamo ad analizzare quanto per il momento emerso a livello economico e contabile nella gestione dei fondi pubblici impiegati per la copertura degli extra costi dell’Arena Santa Giulia, l’impianto privato di proprietà della multinazionale tedesca Eventim, utilizzato per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Dalle pagine di Tuttohockey.com nello scorso dicembre 2025 avevamo pubblicato un articolo nel quale avevamo quantificato in circa 100 milioni di € gli extra costi realizzativi del PalaItalia – Arena Santa Giulia, coperti da finanziamenti pubblici a carico di Comune, Regione e Stato Italiano.
Nella contesa in corso che ha portato ad oggi all’ipotesi del cosiddetto danno erariale, si stanno valutando le motivazioni che hanno portato all’impiego di soldi pubblici a favore di un privato e soprattutto a capire come gli iniziali extra costi valutati inizialmente in 21 e poi in 53 milioni di €uro per coprire i ritardi di costruzione dell’impianto in tempo per ospitare le partite del tornei olimpici di hockey su ghiaccio a Milano, siano addirittura lievitati, al netto dell’IVA, a quota 134 milioni di €.
Difatti l’impianto di proprietà tedesca imprestato per interesse pubblico alla comunità durante il periodo olimpico ha visto lievitare il suo costo dagli iniziali 180 milioni di € ai finali 314 milioni €, con l’anomalia del rischio di impresa, dovuto nel caso specifico dal ritardo dei lavori, non coperto dalle finanze proprie del privato, bensì dai finanziamenti pubblici.
Lasciando da parte le polemiche per la mancata costruzione di una palazzo dello sport cittadino olimpico destinato agli sport del ghiaccio, la stretta attualità sta vedendo le fiamme gialle al fianco della Procura della Corte dei conti regionale per analizzare l’iter realizzativo dell’Arena Santa Giulia divenuta ora “Unipol Dome” per ragioni di sponsor e destinata ad ospitare i concerti musicali del circuito TicketOne, non avendo avuto sin dall’inizio l’incredibile omologazione sportiva per gli eventi di hockey su ghiaccio (disputati con la solita deroga temporale all’italiana) o della pallacanestro, ma solo per le eventualità targate pallavolo o tennis.
Acquisite le carte della documentazione tecnica bisognerà capire quali potranno essere i successivi passi di una vicenda molto complessa, considerando che anche tutte le infrastrutture di contorno all’impianto, a partire dai progetti immobiliari che vedono coinvolti oltre ad Eventim anche la Risanamento Spa di Unicredit, dai nuovi collegamenti tramviari e stradali e dall’accesso ai parcheggi, non sono ad oggi ancora stati realizzati oppure risultano ancora non usufruibili.
Dal fronte di Eventim per giustificare l’incremento finale dell’importo inizialmente previsto per la realizzazione dell’Arena Santa Giulia, andato di pari passo con le variazioni economiche costruttive del Villaggio Olimpico nell’ex scalo di Porta Romana, si è fatto riferimento agli extra costi dovuti per l’accelerazione dei lavori, per gli adeguamenti tecnici e strutturali necessari per ospitare le partite di hockey, per l’incremento dei prezzi del mercato ed addirittura per il mancato introito nel periodo di Olimpiadi e ParaOlimpiadi di una struttura che non avrebbe mai potuto essere pronta e che quindi non avrebbe potuto generare utili, dal momento che il cronoprogramma del privato, con naturale assorbimento di eventuali extra costi e senza finanziamento pubblico, aveva scadenza a fine dicembre 2026.
Su tali basi attendiamo, come detto, gli sviluppi delle indagini della guardia di finanza per la Corte dei Conti con il fine di stabilire se l’importo versato ad un privato per “compensazioni di obblighi relativi ad un pubblico servizio” è stato lecito e congruo in maniera totale o parziale oppure se ci sono le premesse per la richiesta del cosiddetto “danno erariale” qualora venisse confermata la non corretta erogazione degli extra costi dell’opera.
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