Verso il decennale di TuttoHockey.com/1: la nostra NHL

(rossana pilotti)  Ho sempre pensato che sono le passioni a mantenerci vivi e giovani nel cuore e nella mente, nonostante gli anni che passano e le primavere che si accumulano sul groppone. Proprio in febbraio cadrà il quinto anniversario del primo incontro fra me e lo sport di squadra più spettacolare, veloce e roccioso di tutti: l’hockey su ghiaccio, ovviamente. Si era alle Olimpiadi invernali a Torino e fu profetico quel detto della saggezza popolare: il primo incontro non si scorda mai.

Ora che sono qui davanti allo schermo “bianco”,  che penso a cosa scrivere per un altro anniversario sicuramente più grande ed importante del mio: il 10° compleanno di Tuttohockey.com, mi piace creare questo parallelo con la mia storia personale.
Ho cominciato a seguire il campionato della National Hockey League perché era un modo per sentirmi più vicina ad un paese che porto da sempre nel cuore: il Canada, ma è stato grazie agli italianissimi e gloriosi Milano Vipers che ho conosciuto il nostro direttore Daniele Amadasi e proprio per la comune passione hockeystica, siamo diventati amici.
Storicamente il sito di Tuttohockey non si è mai occupato in modo seriale di ciò che succedeva oltre oceano. Ed è stato perché lo sommergevo quotidianamente con la veemenza della mia passione, che il nostro Direttore ha pensato bene di “girarmi” a voi lettori, ottenendo un duplice vantaggio: da un lato una finestra d’informazione nuova di zecca per il sito e dall’altro “liberarsi” di me, così adesso a sopportarmi settimanalmente siete voi!
Comunque, a parte gli scherzi, quando un paio d’anni fa mi chiese a bruciapelo: “Perché non scrivi sul sito del campionato NHL?”, accettai d’impulso perché le nuove sfide mi affascinano sempre, però poi, pensandoci su, mi sono chiesta tante volte: “Ma sarò all’altezza del compito?” Evidentemente all’epoca lui ha avuto più fiducia di quanta ne avessi io in me stessa.

Ma in fondo assomiglio a quel campione giapponese di tuffi "Sesokimaspinto"  che aveva l’allenatore che di nome faceva "Sustami". Talvolta nella vita anch’io ho avuto bisogno di un metaforico allenatore "Sustami" del caso, che mi “spingesse all’azione”. Tanta paura di rompersi la testa, per poi rendermi conto che tutti i dubbi erano veramente inutili.
Ti ringrazio Direttore per avermi dato l’opportunità di entrare a far parte di questa grande famiglia di appassionati come me, che ogni giorno condividono con tutti voi lettori la nostra comune passione hockeistica. Grazie anche perché questo mio appuntamento settimanale con voi lettori è diventato qualcosa a cui tengo moltissimo. Non me lo perderei per nulla al mondo!
Così come non mi perderei per nulla al mondo le partite del campionato più bello e rutilante. Un campionato che ormai è diventato a tutti gli effetti una multinazionale dell’agonismo e dello spettacolo, dove ci sono atleti che arrivano da quasi ogni angolo del pianeta e dove spero tanto un giorno evoluirà anche un nostro connazionale cresciuto hockeysticamente qui. Se c’è una cosa che ho imparato presto è che nell’hockey le partite brutte e noiose sono rare come gli unicorni!

D’altra parte è proprio questa la ragione per cui (parafrasando una pubblicità di qualche anno fa) "I love this game" e la possibilità fino all’ultimo di cambiare il corso degli eventi.
L’importante è (come cantava Vasco Rossi ) crederci ed essere disposti a giocarsi il tutto per tutto, fosse anche la sola possibilità mai avuta. 
Sia che lo si guardi attraverso uno schermo tv, sia che quest’atmosfera la si respiri dal vivo in un palazzo del ghiaccio, è questa filosofia che lo rende uno spettacolo assolutamente da non perdere. Prima di tutte le curiosità e le analisi tecniche, è questo entusiasmo che spero di riuscire a trasmettervi negli articoli che scrivo.
Io sono molto orgogliosa di essere entrata a far parte della grande famiglia di Tuttohockey.com e se riesco settimanalmente nell’intento di strapparvi un sorriso e suscitare la vostra curiosità, penso che anche i miei colleghi ed il nostro direttore possano ritenersi soddisfatti del mio lavoro.

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