(redazione) A seguito della riscontrata irregolarità sulla presentazione della falsa certificazione Covid-19 da parte di Patrick Fischer, la IIHF (International Ice Hockey Federation) ha aperto un fascicolo investigativo nei confronti dell’allenatore della nazionale senior svizzera di hockey su ghiaccio, per violazione dei protocolli sanitari richiesti per la partecipazione nel 2022 al Torneo Olimpico Invernale di Pechino (4-20 febbraio 2022) ed ai mondiali IIHF in Finlandia (13-29 maggio 2022).
Già condannato nel 2023, dopo un indagine da parte dalla Procura di Lucerna, con una pena economica senza condizionale di 39’000 franchi svizzeri (equivalenti all’epoca dei fatti a circa 42’000,00 €) per falsificazione di documenti, Patrick Fischer torna sulla graticola per via della falsificazione dei certificativi vaccinali da Covid-19 avvenuta fra ottobre e novembre del 2021, necessari per avere le abilitazioni alle manifestazioni internazionali del 2022 targate CIO ed IIHF.
L’apertura dell’indagine da parte della IIHF alla vigilia del Mondiale di Top Division 2026 in programma in Svizzera dal 15 al 31 maggio sulle piste di Zurigo e Friburgo, ha creato scalpore solo nell’ambito del Comitato Olimpico Svizzero Nazionale (CON), considerando che invece i vertici della Federazione Svizzera di Hockey Ghiaccio (Swiss Ice Hockey Federation) hanno da parte loro confermato, la piena fiducia a Patrick Fischer, capo-allenatore della nazionale rossocrociata dal 2015, accettando le sue, tardive, pubbliche scuse e sorvolando completamente sull’aspetto morale e regolamentare dell’intera vicenda.
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