Qui Gagh: arbitri italiani inseriti nella Serie “C” mondiale

L’arbitro di hockey su ghiaccio italiano. Un argomento ancora considerato come tabù, perchè il più delle volte i nostri direttori di gara, siano essi capi-arbitri o solo assistenti e segnalinee, vengono tirati in ballo dalla stampa prevalentemente quando le cose vanno male o quando accadono episodi dove loro malgrado diventano protagonisti, come avvenuto l’ultima volta a livello temporale ma anche macroscopico con il caso Daniel Surma.

L’ultima volta che dalle righe di TuttoHockey.com avevamo parlato della classe arbitrale, era questa estate, quando avevamo pubblicata l’anteprima delle modifiche regolamentari edizione 2010-2014. Una pubblicazione a nostro modo di vedere importante ed utile, inerente le modifiche regolamentari nell’ambito di un fascicolo intitolato "Che cosa è cambiato nel regolamento di gioco hockey ghiaccio". Fascicolo tecnico scritto però in una lingua assai incomprensibile, molto più vicina ad un dialetto straniero piuttosto che alla lingua italiana. Sintassi a parte, avevamo comunque apprezzato la volontà di infomazione, andando a pubblicare il fascicolo tecnico per i motivi sopra espressi.
Perchè la classe arbitrale va coltivata (nel bene) ed anche protetta (sin quando si riesce), aiutandola ad aumentare i propri numeri, perchè come riportato in altri ambiti quello che manca al nostro hockey è la quantità, di giocatori, di allenatori, di dirigenti, di imprenditori, di palaghiacci, di pubblico e di arbitri, perchè senza di essi non si possono disputare le partite. Perchè è solo una volta raggiunta la quantità, che potremo avere una buona qualità, scremando il meglio ed ottenendo il massimo.

Una constazione semplice dirà qualcuno di voi, ma figlia solo di una povertà tecnica, che non vede a livello internazionale la presenza di nessun componente del Gruppo Arbitrale Hockey Ghiaccio Italiano non nell’ambito dei Mondiali di Top Division, ma nemmeno in quello dei Mondiali di Prima Divisione, la Serie "B" mondiale.
Perchè come pubblicato ieri dal sito della Ferderghiaccio Italiana i nostri fischietti abilitati a dirigere match senior a livello internazione per conto della IIHF sono solo tre: il referee Daniel Gamper nel Gruppo "B" dei Mondiali di Seconda Divisione in Croazia (la Serie "C" mondiale"), il suo collega Claudio Pianezze ed il linesman Ulrich Pardatscher nel Mondiale di Terza Divisione in Sud Africa (la Serie "D" mondiale).
Situazione assolutamente non eccelsa per usare un eufemismo, confermata dalla presenza dei nostri arbitri a livello juniores: il linesman Davis Tschirner linesman ai Mondiali Under 20 di Prima Divisione in Slovenia, il linesman Max Rebeschin ai Mondiali Under 20 di Seconda Divisione in Estonia, il referee Michele Gastaldelli ai Mondiali Under 20 di Terza Divisione in Messico, il linesman Andrea Moschen ai Mondiali Under 18 di Prima Divisione in Slovenia ed il linesman Marco Stella ai Mondiali Under 18 di Seconda Divisione in Ucraina.
Infine da segnalare sul fronte femminile la presenza delle due lineswoman Mirjam Gruber e Helga Tschorner nell’edizione 2010-2011 della European Women Champions Cup nell’ambito del raggruppamento previsto in Italia.

Livello basso, frutto dello scarso numero di arbitri italiani, per una passione troppo spesso tramandata di padre in figlio e quasi mai trasferita ad ex giocatori, che sulla carta e non solo per via della loro esperienza acquisita sul ghiaccio, sarebbero le persone più idonee a svolgere il certo non facile ruolo di arbitro.

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