(giovanni zuntini) La stagione della National Hockey League 2026-2027 è appena cominciata, ma il ghiaccio nordamericano della NHL ha già cominciato a raccontare storie interessanti.
Per capire il tono di questo avvio basta guardare a Toronto. Nella vittoria per 6-3 sul ghiaccio di Colorado, i Maple Leafs hanno messo in scena una serata offensiva di quelle che lasciano il segno. William Nylander ha chiuso con due gol e tre assist, Auston Matthews con due reti e due assist. Cinque punti per lo svedese, quattro per il capitano: numeri che raccontano una partita dominata dai protagonisti più attesi e che confermano quanto Toronto possa essere pericolosa quando i suoi uomini di punta trovano spazio e ritmo. Dall’altra parte, nemmeno la doppietta di Nathan MacKinnon è bastata ai Colorado Avalanche per evitare la sconfitta.
È proprio Nylander uno dei volti di questo primo scorcio di stagione. La sua capacità di accelerare, proteggere il disco e attaccare la porta con naturalezza lo rende un giocatore capace di cambiare il volto di una partita in pochi secondi. E il suo avvio trova riscontro anche nei numeri: dopo sei partite è già arrivato a quota undici punti. La giocata che abbiamo scelto di raccontare attraverso il disegno del gol contro Colorado è soltanto un frammento di una prestazione ben più ampia, ma restituisce bene l’idea di un attaccante in piena fiducia.
McDavid non aspetta nessuno
Se Toronto ha trovato subito il feeling con il gol, Edmonton ha risposto affidandosi alla sua macchina offensiva. Connor McDavid è partito a ritmi impressionanti: tredici punti nelle prime cinque partite, con tre gol e dieci assist. Numeri che lo collocano immediatamente in testa alla classifica dei punti e che ricordano quanto sia difficile, anche per le difese più organizzate, arginare la sua velocità e la sua capacità di leggere il gioco.
La sorpresa, almeno guardando la graduatoria, è trovare alle sue spalle Evan Bouchard. Il difensore degli Edmonton Oilers ha già messo insieme sei reti e sei assist: dodici punti in cinque partite, un bottino che lo porta a condividere il secondo posto con Jack Eichel. Per un difensore, sei gol nelle prime cinque gare sono un dato abbastanza incredibile.
Edmonton, intanto, sembra aver ritrovato continuità dopo la sconfitta all’esordio contro i Vancouver Canucks. Quattro vittorie consecutive hanno rimesso gli Oilers in carreggiata e restituito alla squadra quella spinta offensiva che può renderla una delle avversarie più temibili della Western Conference.
Fra le squadre che stanno convincendo c’è Carolina. Gli Hurricanes hanno perso le prime due partite, ma poi hanno infilato una serie di successi che li ha riportati rapidamente al centro della scena. La vittoria per 4-1 a Philadelphia ha portato a cinque la striscia positiva, confermando la capacità della squadra di reagire a una partenza complicata.
Sebastian Aho e Andrei Svechnikov hanno firmato un gol e un assist ciascuno nell’ultima vittoria, mentre Mark Jankowski ha prolungato a quattro partite la propria serie di gare consecutive a segno. Anche Pyotr Kochetkov sta dando il suo contributo, con tre vittorie nelle prime tre presenze stagionali.
Carolina sembra insomma aver ritrovato rapidamente equilibrio. Non è ancora il momento di trarre conclusioni definitive, ma gli Hurricanes hanno dimostrato di saper trasformare una falsa partenza in una rincorsa concreta.
Anche Vegas e Tampa Bay hanno mandato segnali importanti. I Golden Knights hanno vinto quattro partite consecutive prima di fermarsi contro Minnesota, risalendo fino al primo posto della Pacific Division. Nel successo all’overtime contro Los Angeles, Mitch Marner ha firmato il gol decisivo in superiorità numerica: un’altra dimostrazione di quanto possa essere determinante nei momenti che contano.
I Tampa Bay Lightning, da canto loro, hanno trovato in Brandon Hagel un protagonista inatteso per continuità e incisività. Contro gli Islanders, l’attaccante ha realizzato una tripletta, completando la rimonta con il gol del vantaggio a meno di due minuti dalla sirena e poi chiudendo i conti a porta vuota. Quattro punti personali in una serata che ha regalato ai Lightning la quarta vittoria consecutiva.
Sono segnali ancora precoci, naturalmente. Ma quando una squadra trova diversi giocatori capaci di risolvere le partite, anziché dipendere sempre dagli stessi nomi, diventa più difficile da affrontare.
La stagione offre spazio anche a una “banda” di ragazzi che stanno cercando di guadagnarsi un posto tra i protagonisti. I San Josè Sharks, in particolare, continuano a guardare al futuro attraverso Macklin Celebrini e Will Smith, due talenti attorno ai quali gli Sharks sperano di costruire una squadra competitiva.
Celebrini ha già mostrato di poter incidere anche dopo aver saltato due partite per un problema alla parte inferiore del corpo. Il suo primo gol stagionale è arrivato contro Edmonton, in una gara poi vinta dagli Oilers per 3-1. Smith, invece, è uno dei giocatori che vale la pena osservare con attenzione: il suo talento offensivo e la capacità di dialogare con Celebrini sono elementi importanti nel percorso di crescita di San Josè.
Anche a Toronto c’è curiosità per Gavin McKenna, giovane talento al centro dell’attenzione in questo inizio di stagione. Il suo nome rappresenta bene una NHL che continua a cercare nuove stelle, senza aspettare che i veterani si facciano da parte. Il percorso è lungo e le prime partite non bastano a definire una carriera, ma ogni assist, ogni gol e ogni giocata riuscita contribuiscono a costruire fiducia.
Tra gli episodi da ricordare c’è la vittoria di Montreal contro Detroit, arrivata ai rigori dopo una partita senza reti nei sessanta minuti regolamentari e nell’overtime. A decidere è stato Zack Bolduc, unico giocatore capace di segnare nella serie finale, dopo tre turni supplementari di shootout.
La particolarità della serata sta anche nei portieri: Jacob Fowler per Montreal e Daniil Tarasov per Detroit hanno entrambi fermato trenta tiri e sono stati accreditati di uno shutout. Una partita nella quale gli attaccanti non sono riusciti a trovare la soluzione per oltre un’ora, prima che Bolduc si prendesse la scena nel momento decisivo.
Fra le notizie che accompagnano questo avvio ce n’è una che va oltre i risultati. Alex Ovechkin ha annunciato che la stagione 2026-27 sarà l’ultima della sua carriera NHL. La comunicazione è arrivata esattamente ventun anni dopo il suo debutto nella lega: una coincidenza che dà alla notizia un valore simbolico particolare.
Il miglior marcatore nella storia della NHL si prepara così ad affrontare un’ultima stagione nella quale ogni gol avrà inevitabilmente un significato speciale. Il primo è già arrivato, nella sconfitta di Washington contro Seattle per 5-3. Per i Capitals sarà un’annata nella quale il risultato sportivo conviverà con il conto alla rovescia verso l’addio di uno dei giocatori più importanti della storia del campionato.
Dopo le prime partite, una classifica può cambiare rapidamente e una striscia positiva può interrompersi da un giorno all’altro. Ma di certo McDavid ha iniziato a ritmi straordinari, Bouchard sta producendo numeri da attaccante, Nylander e Matthews hanno acceso Toronto, Carolina ha saputo reagire a una partenza difficile e Vegas e Tampa Bay hanno trovato continuità.
A livello di statistiche individuali, aggiornate alle sfide di NHL concluse prima dell’ultima notte italiana, come classifica marcatori a punti (gol + assist) fra i primi dieci abbiamo Connor McDavid (Edmonton) a quota 13 (3+10), Evan Bouchard (Edmonton) a 12 (6+6), Jack Eichel (Vegas) a 12 (3+9), Sebastian Aho (Carolina) ad 11 (6+5), William Nylander (Toronto) ad 11 (5+6), Nathan MacKinnon (Colorado) a 10 (5+5), Auston Matthews (Toronto) a 10 (4+6), Leon Draisaitl (Edmonton) a 9 (3+6), Kirill Kaprizov (Minnesota) ad 8 (6+2) e Kyle Connor Winnipeg ad 8 (6+2).
Considerando invece la sola classifica gol e quindi reti messe a segno a quota 6 abbiamo il quartetto composto da Evan Bouchard, Sebastian Aho, Kirill Kaprizov e Kyle Connor, mentre con 5 gol il duo composto William Nylander e Nathan MacKinnon.
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