(giovanni zuntini) Smaltita la delusione per l’eliminazione del Blue Team con conseguente retrocessione e fine dee rapporto di collaborazione fra Jukka Jalonen e la Federghiaccio Italiana, i Mondiali IIHF di Top Division di Svizzera 2026 hockey ghiaccio di Zurigo e Friburgo entrano finalmente nella loro fase più affascinante: i quarti di finale. E il tabellone propone subito quella che oltreoceano viene già vissuta come una finale anticipata, la sfida infinita tra Canada e Stati Uniti, remake della finale olimpica di Milano-Cortina di pochi mesi fa.
Rispetto al torneo olimpico il contesto è completamente diverso. Alle Olimpiadi era stato il torneo delle stelle NHL assolute, il ritorno del grande hockey internazionale con i migliori giocatori del pianeta.
Stavolta i roster sono inevitabilmente più leggeri, soprattutto quello americano, arrivato ai quarti dopo una fase preliminare molto più complicata del previsto.
Gli Stati Uniti hanno dovuto giocarsi la qualificazione fino all’ultima giornata, superando l’Austria nella partita da dentro o fuori, mentre il Canada ha chiuso il proprio girone da imbattuto. La differenza sta soprattutto nel peso specifico delle individualità. Gli americani sembrano una squadra incompleta rispetto al gruppo olimpico campione, mentre il Canada ha mantenuto un’aura quasi intimidatoria grazie alla presenza di Sidney Crosby e del fenomeno Macklin Celebrini, diventato il simbolo della nuova generazione canadese.
La stampa nordamericana insiste molto proprio su questo dualismo: il vecchio leader e il ragazzo destinato a raccoglierne l’eredità. In Canada l’attenzione mediatica è enorme e il sito ufficiale di Hockey Canada presenta il quarto con gli Stati Uniti come “the rivalry renewed”, il riaccendersi della rivalità assoluta dell’hockey mondiale. Anche tra i tifosi canadesi il tema dominante è il passaggio di consegne tra Crosby e Celebrini. Sui forum e nelle community specializzate si parla continuamente della scelta di lasciare la “C” di capitano al diciannovenne talento di San José, con Crosby rimasto volutamente un passo indietro per accompagnarne la crescita.
Un dettaglio che racconta molto del clima che circonda Team Canada. Eppure la vera sorpresa del torneo non è il Canada. È la Norvegia: seconda nel proprio girone davanti a nazionali molto più accreditate, la selezione scandinava è diventata la mina vagante del Mondiale. Una squadra compatta, fisica, disciplinata, capace soprattutto di non perdere mai lucidità nei momenti chiave delle partite. In un torneo dove molte grandi potenze si presentano senza i roster migliori possibili, una squadra organizzata e senza pressione può improvvisamente diventare pericolosissima. E la Norvegia adesso dà davvero la sensazione di poter allungare il proprio cammino oltre ogni previsione.
Poi c’è la Svizzera. E forse è proprio qui che il torneo cambia dimensione. I padroni di casa hanno disputato una fase preliminare praticamente perfetta, chiusa a punteggio pieno e con un entusiasmo crescente attorno alla nazionale di Jan Cadieux. La stampa svizzera parla apertamente di un Paese “contagiato dalla febbre dell’hockey”, con arene esaurite e un’attenzione nazionale che non si vedeva da anni. I rossocrociati hanno dato l’impressione di essere la squadra più completa del torneo: profondità offensiva, solidità difensiva, special team efficaci e un gruppo NHL di altissimo livello guidato da Roman Josi, Nico Hischier, Timo Meier e Nino Niederreiter.
Ma il premio per un girone perfetto rischia di essere amarissimo. Nei quarti arriva infatti la Svezia, forse l’avversario che nessuno avrebbe voluto affrontare. Gli svedesi sono entrati nella fase a eliminazione diretta quasi in sordina, ma restano una nazionale che raramente sbaglia gli appuntamenti decisivi. La stampa svizzera lo ripete chiaramente: “non sarà una passeggiata”. Ed è proprio questo il fascino dei quarti di finale di un Mondiale così anomalo: le gerarchie esistono ancora, ma sembrano molto più fragili del solito. Il Canada resta il Canada, Crosby continua a essere Crosby, la Svizzera appare solidissima davanti al proprio pubblico. Però in un torneo senza margine di errore basta una partita storta per cambiare tutto. E noi di Tuttohockey.com, come sempre, seguiremo questi quarti per voi e ve ne faremo conto dettagliatamente sia a livello di articoli sul nostro sito che di post ed aggiornamenti in diretta sui profili social di FB ed X.
Classifica finale girone “A”: Svizzera 21 punti, Finlandia 18, Lettonia 12, Usa 11, Germania 10, Austria 9, Ungheria 3 e Gran Bretagna 0.
Classifica girone “A”: Canada 20 punti, Norvegia 16, Cechia 13, Svezia 12, Slovacchia 11, Danimarca e Slovenia 6, Italia 1.
Verdetti: Svizzera, Canada, Finlandia, Norvegia, Lettonia, Cechia, Usa e Svezia qualificate per i quarti di finale, Italia e Gran Bretagna retrocesse in Prima Divisione Gruppo A.
Così nei quarti di finale di oggi, giovedì 28 maggio 2026: ore 16.20 Canada – Usa e Finlandia – Cechia, ore 20.20 Norvegia – Lettonia e Svizzera – Svezia.
@ Riproduzione Riservata #Tuttohockey