(daniele amadasi) La teoria dei “corsi e ricorsi storici” di Giambattista Vico torna di moda a Milano in versione hockeystica dalle tinte rossoblù di un popolo saimino che a distanza di 33 anni proverà a ripetere l’impresa della semina per la rinascita di una prima squadra cittadina.
Facendo un viaggio nel tempo eccoci alla calda primavera-estate del 1992 con la decisione da parte della famiglia Cabassi di staccare la spina dell’Hockey Club Milano Saima, con la successiva stagione 1992-1993 della Serie A al via in versione ridotta con la presenza di sole 9 squadre: Alleghe, Asiago, Bolzano, Brunico, Devils Milano, Fassa, Fiemme, Gardena (neopromosso al posto del retrocesso Zoldo) e Varese.
Una stagione hockeystica 1992-1993 caratterizzata dalla creazione da parte dei tifosi rossoblù orfani della loro squadra Milano Saima di un movimento denominato “tifo contro”, caratterizzato dalla loro presenza nelle sfide dell’altra squadra cittadina dei Devils (squadra della sezione hockeystica, appartenente alla polisportiva calcistica rossonera del Milan di proprietà della Famiglia Berlusconi, catapultata nella massima serie del disco su ghiaccio dopo avere acquistato il titolo sportivo del Como) e da una serie di importanti tappe, culminate con l’input federale di smuovere le acque politiche della città di Milano per ridare una squadra al popolo saimino.
Tappe del cosiddetto “tifo contro” caratterizzate dalla prima presenza all’ex palazzo del ghiaccio del PalaCandy (poi rinominato PalAgorà) casa dei Devils Milano, di tifosi rossoblu appartenenti al gruppo “Vikinghi” a fianco dei “Cimbri Armati” dell’Asiago per sostenere la squadra veneta e via via con un passaparola sempre più massiccio che ha visto in prima linea il principale gruppo ultras dell’ “Armata Piranesi”.
Il secondo importante episodio della protesta rossoblù arrivò nell’inverno del 1992 (12-15 novembre) durante il girone di Coppa Campioni ospitato dai Devils Milano, quando oltre duemila sostenitori rossoblu presenti nel settore ospiti del secondo anello del Forum di Milano esposero lo striscione “Ci avete tolto la squadra, non la fede” specificando la loro presenza con lo slogan “Silvio, la nostra fede non si compra”, rivolta al Patron Berlusconi che nell’anomala situazione milanese di “un pubblico (rossoblu) senza squadra e di una squadra (Devils) senza pubblico” aveva tesserato nelle fila dei Devils sei ex giocatori del Saima (Bill Stewart, John Vecchiarelli, Bruno Campese, Joe Foglietta, Paul Beraldo e John Chabot, quest’ultimo tagliato dopo solo due mesi).
L’apice della protesta rossoblu saimina a rivendicare la rinascita della propria squadra arriva in occasione della serie delle finali play-off scudetto 1992-1993 quando il gemellaggio fra l’Armata Piranesi e le “Mele Marce” del Bolzano porta più di tremila persone al PalaCandy a sostenere le volpi biancorosse opposte ai Devils Milano, supportati da un mezzo migliaio di supporters ed alla fine vincitori dello scudetto grazie al successo per 2-1 nella decisiva gara-5 della finale play-off, caratterizzata a fine gara dalle parole del capitano italo-canadese Gates Orlando incredulo nel capire perchè i milanesi non tifavano la loro squadra e nel segnalare per i rossoneri era meglio giocare in trasferta.
Nella Primavera del 1993 (sabato 3 aprile) a Milano venne organizzata una “partita revival” denominata della “rinascita” coinvolgendo gli ex protagonisti dell’HC Milano Saima (1985-1992) che aveva riportato in vita l’hockey cittadino dopo la chiusura dell’HC Milano (1924-1956), che risultato a parte (9-8 per i saimini contro il Varese) diede vita alla semina ed al ripristino di una nuova società, la Sportivi Ghiaccio Milano (1993-1995) che nel corso dei successi 25 anni fra alti e bassi e con cambi di proprietà e denominazioni societarie, mantenne viva la fiamma rossoblù con la presenza dell’HC Milano’24 (1995-1998), dell’HC Junior Milano Vipers (1998-2008), dell’HC Rossoblu Milano (2008-2019) e dell’HC Milano Bears (2019-2022).
Da quattro stagioni a Milano non esiste più una prima squadra rossoblu di hockey ghiaccio, nonostante i tanti proclami cittadini in tema di investimento pre-olimpico e soprattutto di lascito post-olimpico, a partire dall’assoluta mancanza di un palazzo del ghiaccio, considerando la chiusura e l’abbandono del PalAgorà.
Con queste premesse e per onestà giornalistica senza un capo popolo mediatico come il compianto Leo Siegel, la Curva del Milano, erede storica del tifoso organizzato saimino nato nel 1985 sulle tribune del Palazzo del ghiaccio di Via Piranesi, sotto lo slogan “Insieme per Milano” ha lanciato un appello per chiamare sabato 10 gennaio 2026 a raccolta gli appassionati di hockey rossoblu.
Appello alla raccolta di tifosi ed appassionati della ex squadra rossoblu milanese che prevede un corteo con partenza alle ore 18.00 dalla fermata M3 gialla di Rogoredo ed arrivo davanti al PalaItalia – Milano Ice Hockey Arena di Santa Giulia in zona Rogoredo, che da venerdì 9 a domenica 11 gennaio ospiterà sia la Final Four di Coppa Italia (semifinali di venerdì 9 alle ore 19.00 e sabato 10 alle ore 11.00, finale di domenica 11 alle ore 15.30) che la Final Four per l’assegnazione dello scudetto (semifinali di sabato 10 alle ore 15.30 e 20.00, finali di domenica 11 alle ore 11.00 e 20.00).
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