Con il nostro consueto appuntamento settimanale del giovedì dedicato alle vicende della National Hockey League, ci eravamo lo scorso 7 giugno con i New Jersey Devils che avevano annullato il primo match-point nelle mani dei Los Angeles Kings grazie alla vittoria di mercoledì 6 giugno nel quarto atto della serie finale dei play-off NHL 2011-2012.
Successo maturato al termine di una gara-4 disputata di fronte agli scatenati supporter dei californiani già pronti a lanciarsi nelle celebrazioni per la conquista della prima Stanley Cup nella storia del club ed invece i Diavoli, con 3 gol tutti messi a segno nella terza frazione di gioco e le parate del grande Martin Brodeur, hanno rovinato la festa agli avversari ….. e poi hanno fatto ancora meglio sabato 9 giugno, nella loro “casa”: il Prudencial Center di Newark, in occasione di gara-5.
Dove è arrivata un’altra vittoria che potenzialmente avrebbe potuto riaprire la corsa al trofeo più antico dello sport professionistico nord-americano. Di fronte al proprio pubblico, infatti, i Diavoli si sono imposti sui losangelini per 2-1 e questa vittoria è stata costruita sin dal primo periodo, grazie al gol di capitan Zach Parise, arrivato quasi allo scadere dei 2 minuti di superiorità numerica di cui i Diavoli avevano potuto usufruire per la penalità fischiata al difensore di L.A. Willie Mitchell. Justin Williams per i Kings riusciva a pareggiare in apertura di secondo periodo, ma poi la compagine del New Jersey silenziava al temibile attacco dei Kings ed al minuto 9:05 il giovane Bryce Salvador, assistito da Ponikarovsky e Zajac, trovava il gol del successo.
Con queste premesse la Stanley Cup Final è ritornata nella California meridionale lunedì 11 giugno per la gara-6, il cui finale ed annesso resoconto ve lo abbiamo già raccontato nel nostro speciale dedicato al successo dei Los Angeles Kings, ma che andiamo adesso a rivivere ed approfondire, ripartendo dal minuto 10 del primo periodo, allorchè si è consumato l’episodio che ha dato una svolta al match ed all’intera serie. L’attaccante dei Diavoli Steve Bernier è planato come un falco pellegrino sul difensore dei Kings Rob Scuderi, intento a spazzare via il puck dal suo terzo difensivo e lo ha mandato letteralmente a “stamparsi” sulla balaustra. Per gli arbitri non c’è stata esitazione: major penalty di 5 minuti al giocatore canadese dei Devils per boarding e nel lunghissimo power-play che ne è scaturito i padroni di casa sono andati a nozze!
Dopo un solo minuto sono andati subito a segno con il capitano Dustin Brown, imbeccato da Drew Doughty e Mike Richards, quasi 2 minuti dopo è stato il turno di Jeff Carter, assistito da Dustin Brown e Anze Kopitar ed infine, quasi allo scadere dei 5 minuti di “passione” per i Diavoli, Trevor Lewis ha trovato la conclusione vincente capace di spiazzare Martin Brodeur per il 3-0 che di fatto ha “tagliato” le gambe alla compagine del New Jersey.
In apertura di secondo periodo Jeff Carter rincarava la dose mettendo a segno il gol del 4-0, doppietta per lui, ancora una volta ottimamente assistito dal suo capitano Dustin Brown e da Anze Kopitar. La seconda frazione di gioco vedeva così i Devils perdere il filo e collezionare minuti di penalità cosiddette minori, però Brodeur riusciva a metterci una pezza e quindi i padroni di casa non ne potevano approfittare per rimpinguare ulteriormente il vantaggio, anzi: quasi allo scadere del periodo il rookie Adam Henrique, con un preciso polsino, riusciva a superare lo snodabile Jonathan Quick e di conseguenza le due squadre andavano negli spogliatoi sul punteggio di 4-1 per i padroni di casa. La partita però era ormai segnata. Con un goalie come Jonathan Quick uno svantaggio di 3 reti rappresentava un ostacolo insormontabile; ai Diavoli sarebbe stato necessario un autentico miracolo per riuscire a pareggiare l’incontro!
E invece nessun miracolo, nel terzo periodo New Jersey ci ha provato in tutti i modi, ma con ben scarsi risultati. Al contrario, sono stati i padroni di casa che hanno approfittato della gabbia lasciata momentaneamente sguarnita da Martin Brodeur per far posto all’uomo di movimento in più e così al minuto 56’15 ecco arrivare il gol del 5-1 per L.A. firmato da Trevor Lewis (un’altra doppietta dopo quella di Jeff Carter). Nemmeno il tempo di festeggiare che 15 secondi dopo il difensore Matt Green lasciava partire una staffilata su cui Brodeur nulla poteva. Era il gol del definitivo 6-1 (3-0, 1-1, 2-1). Così Los Angeles si è aggiudicata la serie per 4-2 su New Jersey e di conseguenza ha vinto meritatamente la prima Stanley Cup della propria storia.
Il fenomenale goalie dei californiani Jonathan Quick è stato eletto a furor di popolo Most Valuable Player dei play-off aggiudicandosi il Conn-Smythe Trophy (per il secondo anno consecutivo il premio al miglior giocatore dei play-off è andato ad un portiere; infatti, come ricorderete tutti, nella stagione 2010-2011 ad aggiudicarselo fu Tim Thomas dei Boston Bruins). In 69 incontri di regular season disputati, Quick ha avuto un bilancio di 35 vittorie e 34 sconfitte (di cui ben 13 arrivate solo all’overtime o addirittura agli shoutout), con 1,95 gol subiti ad incontro ed una percentuale di salvataggi dello 0,929%. Un dato impressionante se si pensa che per 4 mesi almeno l’attacco dei Kings è stato uno dei più “sterili” dell’intera Lega, se non il peggiore in assoluto. Durante questi play-off, quando la squadra ha letteralmente cambiato volto, il bilancio per il portiere statunitense è diventato di 16 vittorie e 4 sconfitte, con 1,41 gol subiti ad incontro ed una percentuale di salvataggi dello 0,946%. Nella Stanley Cup Final poi Quick ha subito 8 gol in 6 partite.
Se Los Angeles alla fine è riuscita a prevalere, lo deve anche al suo plastico estremo difensore che vi ricordiamo è anche uno dei 3 candidati di quest’anno al Vezina Trophy (gli altri sono Henrik Lundqvist dei New York Rangers e Pekka Riinne dei Nashville Predators) e per sapere come andrà a finire dovremo aspettare fino al 20 giugno, allorquando i premi ai protagonisti della stagione NHL verranno svelati nel corso della cerimonia che si terrà a Las Vegas, con la partecipazione di un sacco di volti noti del mondo dello spettacolo e la performance dal vivo della rock-band dei Nickelback.
Fra le altre ragioni della vittoria finale dei californiani va messo senz’altro in evidenza il comportamento in trasferta: i Kings hanno vinto ben 10 incontri in casa degli avversari, perdendone soltanto 1, ovvero gara-5 della Stanley Cup Final sabato 9 giugno in casa dei Devils. La miglior linea d’attacco dei play-off è stata quella composta dal capitano Dustin Brown, da Anze Kopitar e Justin Williams. Brown e Kopitar guidano la classifica di Lega con 8 gol e 20 punti complessivi ciascuno, mentre Williams ha totalizzato 4 gol (di cui ben 2 in Gara-6 della Stanley Cup Final) e 15 punti.
Da notare che Zach Parise, Travis Zajac ed Ilya Kovalchuk dei New Jersey Devils hanno combinato 23 gol e 48 punti in questi play-off, tuttavia il temibile terzetto dei Diavoli è stato quasi del tutto assente dal tabellino dei marcatori nella Stanley Cup Final, mentre al contrario i 3 di Los Angeles sono stati spesso decisivi proprio in queste 6 partite che hanno assegnato il trofeo più ambito ed importante della stagione. I Diavoli hanno avuto il miglior penalty killing dell’intera Lega nella stagione regolare, ma i Kings lo sono stati nei play-off, neutralizzando ben 70 dei 76 power-play concessi agli avversari nel corso delle 20 partite di post season ed inoltre andando a segno ben 5 volte quando erano in situazione di inferiorità numerica.
A questo proposito, il giocatore dei Kings più utilizzato nelle situazioni di inferiorità numerica (ben 73 minuti e 43 secondi) è stato il difensore Willie Mitchell, ma coach Darryl Sutter ha potuto contare anche sulla versatilità di gente come Anze Kopitar, Dustin Brown e Drew Doughty capaci di “stringere i denti” in difesa quand’era necessario e ripartire fulmineamente in contropiede quando se ne è presentata l’occasione. Il G.M. della squadra californiana Dean Lombardi è riuscito a mettere insieme in vista dei play-off un roster completo, profondo e di qualità: un goalie di assoluto valore, tre centri di gran talento, ottime ali per finalizzare l’azione ed un mix di bravura ed esperienza in difesa. In più si sono messi in luce due talenti per il futuro: Dwight King e Jordan Nolan (figlio dell’allenatore Ted Nolan) arrivati dall’American Hockey League e rivelatisi utilissimi nei play-off.
Si sono rivelate mosse altrettanto azzeccate la trade di mezza stagione che ha portato Jeff Carter in California dai Columbus Blue Jackets, in cambio di Jack Johnson e la “promozione” del giovane russo Slava Voynov a “titolare” in difesa. Los Angeles ha avuto un bilancio di 29 vittorie e 12 sconfitte dopo l’arrivo di Carter e le voci di scambio che hanno toccato anche il capitano della squadra Dustin Brown; come dire che gli è stato lanciato un messaggio ben preciso dalla dirigenza della società ed il 27.enne originario di Itaha nello Stato di New York lo ha capito perfettamente, cambiando marcia: la sua “rinascita” è cominciata con l’hat-trick nella vittoria per 4-0 dei Kings sui Chicago Blackhawks quando si era ancora nella stagione regolare e si è conclusa lunedì sera con il gol ed i 2 assist in gara-6 della Stanley Cup Final.
Li hanno ribattezzati “i Flyers dell’ovest” perché a Los Angeles si sono ritrovati molti giocatori che avevano militato a Philadelphia fino alla scorsa stagione come Mike Richards e Jeff Carter e ancora prima Simon Gagne oppure che avevano cominciato lì la carriera da professionista (vedi il caso di Colin Fraser) e proprio Richards, Carter e Gagne lunedì sera avevano un motivo in più per piangere di gioia: nel 2010 quella coppa così ambita l’aveva solo sfiorata, vista da lontano mentre a “coccolarsela” erano stati i giocatori dei Chicago Blackhawks. Lunedì sera, invece, è arrivato finalmente anche per loro il momento più atteso ed emozionante, quello sognato da ogni giocatore di hockey: l’incontro ravvicinato con la leggenda, il momento di consegnare il proprio nome alla storia.
Riepilogo della serie della Stanley Cup Final 2012: New Jersey Devils – Los Angeles Kings (6° classificato – 8° classificato) serie 2-4. I Los Angeles Kings si aggiudicano la Stanley Cup 2012.