(redazione) Nell’ambito del viaggio poco edificante ed alquanto doloroso alla scoperta degli stadi del ghiaccio abbandonati, partiamo da quello laziale di Marino, comune situato nell’area dei Castelli Romani, costruito in versione impianto sportivo polivalente nella frazione di Cava dei Selci, all’altezza del km 19 della strada statale 7 Via Appia, passato alla storia locale anche per avere ospitato importanti concerti come quelli di Frank Sinatra, dei Deep Purple, dei Metallica e dei Nirvana.
Inaugurato nel 1990 ed avente una capienza di 5’000 posti a sedere, il palaghiaccio di Marino ha chiuso i battenti dopo vent’anni di attività, nel corso del 2011, venendo sostituito ai fini del solo utilizzo di una pista del ghiaccio da una tensostruttura, rimasta in funzione sino al 2015.
Nel 2018 l’area su cui sorge l’ex palaghiaccio in totale stato di abbandono e soggetto anche ad una serie di crolli strutturali e del tetto, è stata acquistato all’asta dal Tribunale di Velletri (Roma) dal gruppo Esselunga con l’intenzione, post demolizione, di realizzare al suo posto un supermercato.
Progetto fermo però da sei anni perché sull’area interessata vige un vincolo che ne tutela la destinazione sportiva e socioculturale, impedendo ad oggi la realizzazione sulla stessa area di un complesso commerciale.
A livello hockeystico come primo importante evento internazionale disputato a Marino segnaliamo l’edizione 1991 del campionato mondiale di hockey su ghiaccio under-20 di Gruppo “C” andato in scena dal 28 dicembre 1991 al 4 gennaio 1992 con la presenza di ben nove nazionali.
L’allora nazionale italiana under-20, guidata a livello tecnico da Adolf Insam, capitanata da Markus Brunner e con in roster importanti atleti divenuti poi famosi (come Roland Ramoser, Alexander Gschliesser, Lino De Toni, Armando Chelodi, Christian Alderucci e Luigi Da Corte per citarne alcuni) o precocemente scomparsi (Miran Schrott), dopo le due nette vittorie contro Corea del Sud (8-1) e Grecia (13-0) nel girone di qualificazione disputò la Poule finale superando la concorrenza di Danimarca (5-2) e Gran Bretagna (4-3) ed ottenendo la promozione in Gruppo “B”, mantenuta l’anno seguente nell’edizione del mondiale di Hamar e Lillehammer del 1992 terminata al terzo posto finale dietro alla Svizzera ed ai padroni di casa della Norvegia e davanti ad Austria, Francia, Polonia, Romania ed Olanda.
@ Riproduzione Riservata #Tuttohockey