(daniele amadasi) A livello hockeystico mondiale la vittoria della medaglia d’oro degli Usa al torneo olimpico di Lake Placid (Stato di New York) del 1980 viene ricordata come “Miracle on Ice” perché alla vigilia dei XIII Giochi Olimpici Invernali ed in piena guerra fredda fra Stati Uniti d’America e l’allora Unione Sovietica nessuno avrebbe scommesso che la squadra statunitense composta nell’occasione dai dilettanti universitari potesse avere sulla meglio sui sovietici, che avevano dimostrato una loro netta superiorità vincendo per 10-3 l’amichevole preolimpica.
Invece dopo la fase eliminatoria a gironi, Usa ed Unione Sovietica si affrontarono nel girone finale valido per l’assegnazione delle medaglie olimpiche, insieme a Svezia e Finlandia, deciso per la storia dallo scontro diretto del 22 febbraio 1980 vinto dagli Usa sull’Unione Sovietica per 4-3 (2-2, 0-1, 2-0) in rimonta dal 2-3 al termine del secondo periodo grazie alle reti segnate da Mark Jonhson (ex Milano Saima 1990-1991) e Mike Eruzione.
Ai giovani eroi universitari statunitensi (Bill Baker, Neal Broten, David Christian, Steven Christoff, Jim Craig, Mike Eruzione, John Harrington, Steve Janaszak, Mark Johnson, Robert Mc Clanahan, Kenneth Morrow, John O’Callahan, Mark Pavelich, Mike Ramsey, William Schneider, David Silk, Robert Suter, Eric Strobel, Philip Verchota e Mark Wells i 20 componenti il roster sotto la direzione tecnica di Herb Brooks) dedicarono poi oltre ad articoli e libri anche due film cinematografici: “Miracle On Ice” del 1981 (regia di Steven Hilliard Stern, durata 132 minuti) e “Miracle” nel 2004 (regia di Gavin O’Connor, durata 135 minuti).
Non tutti però sono a conoscenza che a livello olimpico hockeystico ci fu anche una sorta di pre Miracle On Ice firmato anche in questa occasione dagli Stati Uniti e risalente al 1960 in occasione dei VIII Giochi Olimpici Invernali di Squaw Valley, località sciistica della California.
Torneo olimpico di hockey su ghiaccio del 1960 (19-28 febbraio) che venne disputato con una triplice valenza considerando che avrebbe portato oltre all’assegnazione dell’oro della rassegna dei cinque cerchi anche a quella del titolo mondiale e del titolo europeo.
Dopo la fase eliminatoria a gironi che aveva visto la presenza di nove nazionali (Canada, Svezia e Giappone nel Girone “A”, Unione Sovietica, Germania Ovest e Finlandia nel Girone “B”, Stati Uniti, Cecoslovacchia ed Australia nel Girone “B”), le prime due classificate dei raggruppamenti erano andati a comporre il girone che assegnava il podio olimpico e che vide nell’ordine il primo posto degli Usa, il secondo del Canada ed il terzo dell’Unione Sovietica, deciso dagli scontri diretti e dalle due vittorie ottenute dagli Usa (2-1 ai canadesi e 3-2 ai sovietici) e da quella del Canada (8-5 ai russi).
A differenza però degli eroi di Lake Placid (14-23 febbraio 1980) ai 17 campioni olimpici statunitensi del 1960 (Billy Christian, Rog Christian, Bill Cleary, Bobby Cleary, Gene Grazia, Paul Johnson, Jack Kirrane, John Mayasich, Jack Mc Cartan, Bob Mc Vey, Dick Meredith, Rod Paavola, Larry Palmer, Weldy Olson, Bob Owen, Dick Rodenheiser e Tom Williams) non furono dedicate pellicole cinematografiche.
L’albo d’oro dei tornei olimpici di hockey su ghiaccio maschili (25 edizioni).
9 successi: Russia – Unione Sovietica (Cortina d’Ampezzo 1956, Innsbruck 1964, Grenoble 1968, Sapporo 1972, Innsbruck 1976, Sarajevo 1984, Calgary 1988, Albertville 1992 e Pyeongchang 2018) e Canada (Anversa 1920, Chamonix Mont Blanc 1924, Saint Moritz 1928, Lake Placed 1932, Saint Moritz 1948, Oslo 1952, Salt Lake City 2002, Vancouver 2010 e Soči 2014).
2 successi: Svezia ( Lillehammer 1994 e Torino 2006) ed Usa (Squaw Valley 1960 e Lake Placid 1980).
1 successo: Finlandia (Pechino 2022), Cekia (Nagano 1998) e Gran Bretagna (Garmisch-Partenkirchen 1936).
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