(daniele amadasi) La presenza costante di una specifico settore organizzato a livello di tifoseria, localizzato quasi sempre in una delle due curve con riferimento alla struttura di un palazzetto dotato anche di rettilinei e tribuna centrale, ha da sempre rappresentato il cosiddetto “uomo in più sul ghiaccio”, grazie alla spinta emotiva e di incoraggiamento dei supporters più affezionati che nella fattispecie dell’Hockey Club Bolzano sono posizionati nella storica “Curva Nene Michi”.
Intestata ai sostenitori Daniele Delaiti e Michi Pircher venuti a mancare nel 2013, i settori “D” ed “H” del primo e secondo anello della curva biancorossa di casa al PalaOnda (stadio del ghiaccio realizzato in occasione dei Mondiali del 1994 ed avente capienza di quasi 7 mila posti), rappresenta il cuore pulsante del tifo organizzato dell’HC Bolzano, la formazione più titolata d’Italia (19 scudetti, 4 Supercoppa Italiana e 3 Coppa Italia) e partecipante dalla stagione 2013-2014 all’allargato massimo campionato austriaco dell’ICE Hockey League , già vinto due volte (2013-2014 e 2017-2018).
Negli ultimi quarant’anni, complice anche il cambio di location dal Palaghiaccio di Via Roma all’attuale PalaOnda, chiamato in slang dai tifosi “PalaTromba“, la curva biancorossa ha avuto una serie di cambiamenti alla propria guida, con i passaggi di mano firmati dalle presenze temporali dei gruppi “Fedayn”, “Ultras Bolzano”, “Mele Marce”, “Irriducibili” e “Figli di Bolzano”.
Serie di passaggi che con il tempo avevano trovato un perfetto equilibrio a livello di tifo organizzato, con definite regole di comportamento e condotta all’insegna del mantenimento di una unica identità identificata dai colori bianco e rosso, con correlati e specifici benefici di resa anche a livello di risultati ottenuti dalla squadra, considerando l’indissolubilità del proverbio “l’unione fa la forza” o del motto “uniti si vince”.
Un binomio rimasto inalterato sino al termine della scorsa stagione, ma che nel corso della corrente stagione hockeystica 2024-2025 si sta alterando, considerando il forte cambio generazionale in corso nella curva biancorossa con la presenza dei giovani presenti nel settore “D” del primo anello e con quelli della vecchia guardia della “Curva Nene Michi” trasferitisi nel settore “H” del secondo anello.
Una differenza anagrafica fra i componenti ed esponenti dei due anelli della curva che si è ben presto trasformata in una diversità di pensiero o di mentalità a livello ultras e che ha recentemente portato ad una importante presa di posizione da parte dei “Figli di Bolzano” che hanno manifestato il proprio dissenso non esponendo più lo striscione in curva.
Una scelta forte che oltre ad avere aperto moltissimi dibattiti a livello social, ha portato anche a livello di cronaca giornalistica a valutare le possibili ripercussioni sull’ambiente palaghiaccio, supporter e squadra, dal punto di vista della partecipazione, del sostegno con il tifo, del mantenimento dell’identità dei comuni intenti riferiti ai colori bianco e rosso.
Una scelta da non strumentalizzare con una sconfitta o arresa bensì da vedere come una azione diplomatica, per evitare ulteriori scissioni del tifo organizzato e che eventuali dissapori portino alla perdita del valore aggiunto della spinta della curva biancorossa in tema di settimo uomo sul ghiaccio, auspicando che in un breve futuro si arrivi alla definizione di una situazione in piena evoluzione.
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