(redazione) Nell’ambito di un reportage giornalistico pubblicato sul sito internet di České Noviny, l’agenzia di stampa nazionale della Repubblica Ceka, sono state trattate una serie di tematiche relative alla mancanza di impianti del ghiaccio per la pratica dell’hockey su ghiaccio a Milano ed alla prospettive di un lascito post Olimpico 2026 con due domande specifiche rivolte al nostro Direttore, Daniele Amadasi.
Unitamente alla testimonianza di Udo Portele, Presidente dell’HC Milano Devils che dopo la vicissitudine estiva con il PalaSesto ha dovuto proseguire la sua attività sportiva fuori provincia di Milano, è stata riportata anche quella del nostro Daniele Amadasi, Direttore di TuttoHockey.com.
Pensiero a firma del nostro Direttore che è stato a livello di articolo riassunto con il sostantivo scetticismo, figlio di una traduzione giornalistica a due specifiche domande di seguito riportate.
1) Quale impatto pensa possano avere i giochi olimpici sulla popolarità e sulla pratica dell’hockey ghiaccio in Italia?
“Con riferimento alla mia esperienza lavorativa alle Olimpiadi di Torino 2006, che mi ha visto seguire in prima linea a livello giornalistico per il sito olimpico ufficiale www.torino2006.org i tornei maschili e femminile di hockey su ghiaccio, la mia risposta è purtroppo negativa, nel senso che il dopo Torino 2006 non ha portato ad un aumento della popolarità dell’hockey su ghiaccio in Italia e di conseguenza penso che anche il dopo Milano Cortina 2026 non porti ad un incremento della visione di questo sport a livello nazionale.
L’unico aspetto positivo che si potrebbe avere a Milano è il ritorno di una squadra di hockey cittadina che possa ereditare la storia dell’HC Milano e suoi numerosi appassionati tifosi rossoblù “saimini” che si identificano dalla fine degli anni ’80 con il nome dell’ex sponsor Saima”.
2) Come valuta il fatto, che l’hockey di fatto non ottiene nuove strutture dai giochi dato che i due stadi a Milano sono solo provvisori?
“Purtroppo mi sembra di rivedere uno stesso film a distanza di 20 anni, anche se il dopo Torino 2006 a livello cittadino e di impianti del ghiaccio ha lasciato la ristrutturazione integrale del palaghiaccio di Via Tazzoli, la realizzazione del Palasport Olimpico Isozaki (ad oggi sede di eventi sportivi internazionali come le ATP Finals di tennis) e la piena riqualificazione del PalaVela.
Il dopo Olimpiadi a Milano invece sulla carta dei progetti non lascerebbe niente, perchè il PalaItalia di proprietà privata della multinazionale tedesca CTS Eventim, al termine delle Olimpiadi sarà destinato ad ospitare con il nome di “Unipol Domem” concerti musicali ed eventi sportivi di volley e tennis, mentre le due piste mobili della “Milano Ice Park” realizzate all’interno dei padiglioni di Fiera Milano a Rho e destinate ad ospitare le gare olimpiche di pattinaggio di velocità e di hockey su ghiaccio, lasceranno spazio alla “Live Dome”, una maxi-arena coperta con capienza sino a 45 mila posti.
Nel corso degli ultimi mesi però ed in considerazione che per il vecchio palaghiaccio di Milano, il PalAgorà, attualmente abbandonato c’è solo in corso un progetto per una sua riqualificazione entro il 2027 ma con diminuzione della capienza spettatori da 4’000 a solo 1’000 unità, si sta provando a livello cittadino di Milano di lasciare ad Olimpiade terminata un impianto del ghiaccio per la pratica dell’hockey.
A tale proposito la Fondazione Fiera Milano, proprietaria della società Fiera Milano, ha avviato uno studio di fattibilità per realizzare, sempre all’interno dell’area fieristica di Milano-Rho, un nuovo impianto fisso per l’hockey ghiaccio con tribune sino a 5’000 posti”.
Di seguito il link completo dell’articolo pubblicato su České Noviny: www.ceskenoviny.cz/zpravy/mladi-hokejiste-nemaji-v-milane-kde-hrat-stadion-pro-ne-po-olympiade-nezustane/2779532
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