(daniele amadasi) Se non si è in grado per una serie di questioni di programmare lo sviluppo di uno sport, come nel caso dell’hockey su ghiaccio italiano, bisognerebbe avere l’umiltà e la lungimiranza di guardarsi intorno, prendendo spunto dai modelli che funzionano, al fine di poter sviluppare finalmente un sistema organizzativo funzionante e vincente, come successo nella vicina e piccola Slovenia.
Nel corso degli ultimi trent’anni invece i vertici dell’hockey ghiaccio nazionale italiano hanno percorso a testa bassa e dritta un loro ideale, risultato perdente, senza avere la volontà in primis e la forza di conseguenza di alzare la testa, girandola a destra o sinistra, per prendere spunto da altre realtà internazionali, che con il tempo ci hanno prima affiancato e poi superato nelle classifiche del ranking IIHF e dell’interesse dei campionati nazionali, come nei casi specifici di Norvegia, Danimarca, Kazakhstan, Lettonia, Austria, Ungheria e Slovenia, auspicando quanto meno di non essere sorpassati anche da Francia, Gran Bretagna e Polonia.
Premessa di una mesta realtà italiana che senza nulla togliere alle nuove realtà hockeystiche europee, ci porta e ci spinge nel volerci soffermare sul modello Slovenia, invitando a farlo anche a chi di dovere.
La Slovenia ha una popolazione di 2,1 milione di abitanti e la Federazione Hockey Slovena (Hokejska zveza Slovenije) conta ufficialmente a livello IIHF 469 tesserati, di cui 394 di sesso maschile (204 senior e 190 juniores) e 75 di sesso femminile (46 senior e 29 juniores). A livello di piste al coperto omologate per l’hockey su ghiaccio la Slovenia ha complessivamente 7 impianti: la Hala Tivoli di Lubiana (5’600 posti), la Dvorana Podmežakla di Jesenice (4’500 posti), l’Arena Zlato Polje di Kranj (1’000 posti) e le Ledena Dvorana di Maribor (3’000 posti), di Celje (1’500 posti), di Bled (1’200 posti) e di Zalog nel distretto di Lubiana (850 posti).
Nonostante il numero ridotto di impianti sul proprio territorio e nemmeno mezzo migliaio di hockeysti, la Slovenia milita quasi stabilmente nella Top Divisione dei Mondiali IIHF e nell’ultima edizione di Svizzera 2026, caratterizzata dalla retrocessione dell’Italia al termine della sconfitta nello scontro decisivo proprio contro gli sloveni, il loro roster era caratterizzato da un blocco di 12 giocatori militanti nell’Olimpia Lubiana (i portieri Luka Kolin e Lukaš Horak, i difensori Jan Ćosić, Aljoša Crnovič, Rožle Bohinc e Blaž Gregorc gli attaccanti Jan Drozg, Jaka Sodja, Robert Sabolič, Marcel Mahkovec, Miha Beričič e Nik Simšič).
I restanti 13 convocati da coach Edo Terglav nella nazionale slovena provenivano dall’altra squadra di club slovena dell’Acroni Jesenice (il portiere Žan Us), da club di ICE Hockey League (Anže Kuralt, Rok Tičar, Ken Ograjenšek e Luka Maver), da squadre europei dei campionato ceco (Miha Štebih e Maks Perčič), tedesco (Žan Jezovšek), finlandese (Matic Török ) e francese (Aleksandar Magovac) e dalle minors nordamericane (Jan Goličič, Nace Langus e Filip Sitar).
A livello di stelle nazionali hockeystiche in aggiunta all’idolo assoluto del 38.enne Anže Kopitar (attaccante ruolo centro, capitano dei Los Angeles Kings con oltre 1’500 presenze NHL) c’è da segnalare un secondo giocatore sloveno che ha militato in NHL: Jan Muršak, attaccante dei Detroit Red Wings con 46 presenze fra il 2010 ed il 2013. Tornando alla territorialità dell’hockey sloveno ci preme sottolineare come a livello senior professionistico e semiprofessionistico maschile ci siano solo 5 club in attività nella cosiddetta Hokejska liga: l’HK Olimpia Lubiana in Ice Hockey League, l’HDD Acroni Jesenice in Alps Hockey League, l’HK Slavia Junior di Zaklog ed il Triglav Kranj e nell’International League (campionato croato-sloveno con 7 squadre) e l’HDK Maribor nella Serie C Austria (campionato di terza categoria con 12 squadre).
Dal punto di vista juniores il massimo campionato nazionale è quello dell’under-19 dove si affrontano 8 squadre: Olimpia Lubiana, Jesenice Mladi, Triglav Kranj, Slavia Junior, Maribor, l’HK Bled, l’HK Celje e l’Academy Bled Hawks.
Lasciando ai nostri lettori il giusto tempo e spazio per eventuali riflessioni, ci permettiamo solo di segnalare che a livello IIHF in Italia risultano tesserati 1’016 hockeysti (il doppio della Slovenia) di cui 1’390 maschi (922 senior e 468 juniores) e 171 femmine (94 senior e 77 juniores), censite 77 piste (64 coperte e 13 scoperte, di cui 8 di dimensione riotta e non regolamentare) e che nei due principali campionati internazionali targati ICE Hockey League ed Alps Hockey League sotto la bandiera italiana giocano 10 squadre (Bolzano, Milano, Valpusteria, Asiago, Cortina Merano, Renon, Unterland, Valgardena e Vipiteno) contro le sole due slovene.
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