PRESENTA

 

 L'ALTOPIANO DEL RENON ED I LUPETTI DELL'HOCKEY

 

 

"Dalla realtà del settore giovanile all'orgoglio della prima squadra"

 

Servizio a cura di Daniele Amadasi - Lunedì 20 gennaio 2003

 

Renon (Ritten in tedesco), Alto Adige, provincia di Bolzano, comune di 120 kmq con 7'000 abitanti, sito nell'omonimo altopiano, a 1200 metri sul livello del mare.  

Comunità montana alle pendice del Corno del Renon (2200 m) e rinomata località turistica e di villeggiatura. Le principali frazioni dell'Altopiano del Renon sono SopraBolzano (Oberbozen, località di arrivo della funivia del Renon che parte nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Bolzano) e Collalbo (Klobenstein, sede comunale), collegate fra loro anche da un caratteristico trenino. Sul Renon, in località Auna di Sotto sono presenti due importanti marchi industriali come la Loacker e la Finstral ... ma l'orgoglio di tutta la comunità renonese è la SV Ritten Pool, polisportiva nata nel 1984 dalla fusione di tre diverse società presenti nel Renon per dare una maggior forza e coesione.

Ad oggi la SV Ritten Pool conta 1590 soci iscritti che la portano ad essere fra le prime cinque società altoatesine più importanti a livello di attività svolte con la disciplina di ben 11 sport (hockey su ghiaccio, pattinaggio su pista lunga, birilli, slittino, sci alpino, snow-board, calcio, tennis, judo, ginnastica ed hockey inline). 

L'hockey su ghiaccio nel Renon era presente già 75 anni fa con la SC Renon (si ricordano ancora le sfide dei primi anni trenta contro l'HC Milano, il Cortina ed i Diavoli Rossoneri) e fra i club della polisportiva a li vello di società è la più attiva e la rappresenta la disciplina più sentita da tutta la popolazione. 

Ad oggi nell'Hockey Ritten si contano 120 atleti, fra la prima squadra senior partecipante al campionato nazionale di Serie A2, l'Under 19 (Campione d'Italia nella passata stagione 2001-2002) e le 5 formazioni giovanili, under 16, under 14, under 12, under 10 ed under 8. 

Dopo avervi presentato la realtà dell'Hockey Ritten, vi riportiamo tal quale la bella e lunga chiaccherata fatta con Klaus Profunser (General Manager Hockey Ritten), dove si è parlato del Renon, di Serie A2 e della Lega Hockey, fra presente e futuro prossimo.

 

Dopo due campionati nella massima serie, il Renon ha deciso di giocare il campionato cadetto. Perché?
"Si nelle ultime due stagioni il Renon (settimo posto su nove dopo i play-offs nel 2000-2001 con Rolly Ramoser miglior marcatore + assist del campionato con 85 punti frutto di 39 gol e 46 assist, ultimo posto nella Regular Season della stagione 2001-2002 dove però il Renon ha perso la finale della Coppa Italia 2001 contro l'Asiago) ha militato nella massima serie, ma quest'anno non abbiamo voluto seguire la politica di una serie A1 caratterizzata da un numero di stranieri non definito, considerando che si possono schierare al massimo quattro extracomunitari ma un numero illimitato di oriundi. Difatti non possiamo permetterci a livello economico di giocare un torneo con 8-9 stranieri per squadra.
Per cui abbiamo scelto la strada della Serie A2 con 2 stranieri per club, avendo così la possibilità di seguire la nostra mission che altro non è quella di dare spazio ai nostri giovani permettendo nel tempo un loro inserimento con forti responsabilità in prima squadra. E per far ciò il campionato di A2 è ottimale, considerando che in prima squadra giocano molti giocatori provenienti dalla Under 19 (Campione italiana in carica). Attualmente abbiamo una rosa molto giovane, con una età media di 21,6 anni, e se sia la prima squadra di A2 che l'Under 19 arriveranno nei play-offs undici nostri giocatori che militano in entrambi i campionati (i 16enni Stefan Hafner, Alexander Eisath e Matteo Rasom, i 17enni Daniel Spinell, Dietmar Burger, Alex Rootensteiner e Daniel Vigl, i 18enni Andrea Rottensteiner, Markus Hafner, Manfred Fink e Lorenz Daccordo) finiranno per disputare 76 partite in una sola stagione. Per consentire quindi un rapido e non traumatico inserimento in prima squadra dei ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile, dandoli prospettive per una finale maturazione a livello hockeystico, si è scelto di non fare un campionato professionistico e difficile come la Serie A1 ma di disputare un campionato semiprofessionistico più idoneo come quello di A2."

 

Come ha risposto la gente alla vostra scelta di autoretrocessione?

"Molto bene, deve dire. Siamo molto soddisfatti del nostro pubblico, che si identifica con i giocatori ed i ragazzi del settore giovanile (94 in totale) vedono concretamente la possibilità di arrivare un giorno a giocare in prima squadra.

Il fatto di disputare un campionato molto sentito (9 squadre sulle 11 iscritte al campionato cadetto sono altoatesine, ndr) per via del fatto di sfidare realtà a noi vicine come l'Appiano Pirats, il Caldaro, il Selva Gardena, il Brunico, il Settequerce,

il Bressanonse Star Bulls, l'Egna Wild Goose ed il Laces Valvesnota ci ha aiutati a far accettare la scelta di partecipare alla Serie A2, nel senso che da parte dei nostri tifosi non c'è stato un disinteressamento verso l'hockey. 

La scelta della dirigenza del Renon come società è stata quindi condivisa della nostra popolazione, tant'è che non abbiamo avuto un calo di pubblico rimanendo durante la Regular Season quasi sempre oltre al mezzo migliaio di presenze sugli spalti, che speriamo possano incrementare nelle fasi di play-offs".

 

Siamo a tre quinti della Regular Season di A2. Resoconto e previsioni per i play-offs?

"Il campionato di A2? Il livello è buono, ci sono ottime squadre, tanti ex-giocatori di prima serie e buoni stranieri. E poi c'è l'importantissima novità dell'inserimento di Torino che per ogni trasferta si deve sobbarcare oltre 1000 km e 14 ore di viaggio fra andata, partita e ritorno.

La formula del campionato va bene, seppur a volte in concomitanza degli impegni della Nazionale Under 20 il torneo dovrebbe fermarsi poiché molte squadre perdono i loro giocatori giovani più forti e promettenti (il Renon negli ultimi mondiali under 20 Divisione 1 Gruppo A ha dato tre giocatori alla Nazionale Italiana). Inoltre rivedrei il concetto del farm team, nel senso che bisognerebbe regolamentare, come lo si è fatto per l'utilizzo massimo di due stranieri, il numero di giocatori che possono attraverso questo concetto giocare sia in A1 che in A2 nell'arco della stessa stagione sportiva. Noi come Farm-Team abbiamo il Merano con il quale ci siamo scambiati cinque giocatori: Alex Aufderklamm, Christian Pixner, Thomas Zöschg, Massimiliano Gallo e il nostro Werner Ramoser. Il Torino per esempio ha il Milano come farm-team e nella penultima partita che abbiamo giocato contro i piemontesi c'erano ben sei giocatori provenienti dal Milano, alcuni del calibro di David Stricker, Gianluca Tomasello e Maurizio Bortolussi, uno dei migliori giocatori italiani ancora in attività. Queste due cose secondo me falsano un pochino la regolarità di un campionato dove comunque con squadre come il Torino, l'Appiano, il Selva Gardena ed i Lupi Brunico per fare quattro nomi giochiamo molto volentieri. Poi una squadra come il Torino da tanto al nostro movimento, tant'è che l'unico rammarico che ho avuto durante il periodo natalizio (26.12.2002 - 04.01.2003) è quello di aver giocato in casa solo due volte contro formazioni di non primo piano (Laces e Zoldo) giocando invece sui ghiacci di squadre forti come il Selva Gardena (1500 spettatori sulle tribune del Pranives), il Caldaro ed il Torino, al quale avevamo chiesto l'inversione del campo per la partita di lunedì 30 dicembre offrendo ai piemontesi anche la possibilità di andarli incontro alle spese di viaggio pur di giocare a Collalbo la partita Renon-Torino, dove di sicuro avremmo registrato un tutto esaurito. Da canto nostro infine sono soddisfatto del campionato finora disputato e l'obiettivo che ci siamo prefissati è quello di giocare una buona regular season inserendo i nostri giovani in prima squadra e di cercare di raggiungere le semifinali concludendo quindi dopo i play-offs nei primi quattro posti."

 

Dal Campionato ... alla Lega Hockey. Noi di Tuttohockey.com ne auspichiamo una rapida nascita, lei?

"Sono favorevolissimo alla Lega Hockey, fra le squadre di Serie A1, A2 e B anche.

Una lega che gestisca e promuova il nostro prodotto, che prenda in mano il settore ed il marchio hockey. Ero e sono d'accordo con  Zublasing, sul suo progetto hockey per uno sviluppo ed una programmazione seria che ci permette almeno un anno prima di sapere a cosa andremo incontro nella prossima stagione. Il progetto Zublasing era ottimo ma è stato affossato per diversi motivi e per troppo ostacoli da abbattere per andare avanti. La lega è l'unica realtà che può salvare il futuro dell'hockey dal momento che non è più pensabile andare avanti con l'attuale Federazione. Dobbiamo ridare interesse al nostro movimento, senza inventare nulla di nuovo, seguendo la strade della fine anni ottanta, degli altri paesi europei a noi vicini.  Non ci vuole tanto per organizzare un campionato a lungo periodo e non si può andare avanti senza regole, senza programmazione, inventando sempre tutto di nuovo dall'oggi al domani.

Forse mi ripeto ma manca una programmazione seria: è assurdo che io ad oggi non sappia cosa succede nella prossima stagione, non posso trattare giocatori, stranieri e sponsor. La programmazione serve per avere un prodotto hockey da proporre ed immettere sul mercato, alla ricerca di eventuali sponsor, che vogliano credere in un prodotto reale e serio e non virtuale.

Per far ciò ci vuole una Lega che sia portavoce di tutte le società, che consenta a queste di unire i propri intenti di sviluppo.

Una Lega che tuteli i club, con un solo obiettivo: la salvezza dell'intero movimento hockey, invece di adesso dove si pensa esclusivamente 

alla salvezza del proprio singolo club, al proprio piccolo orticello.

Quest'anno i club di Serie A2 si sono ben organizzati a livello societario, fin da luglio arrivando a formulare un buon campionato.

Siamo riusciti a giocare il sabato, che per noi era importante, seppur società come Bolzano e Merano hanno probabilmente pagato questa nostra scelta a livello di presenze di pubblico sugli spalti, poiché nel giro di 50 km in Alto Adige lungo la linea della Me-Bo (la superstrada Bolzano-Merano) ci sono due squadre di prima serie e ben quattro nel campionato cadetto (Renon, Appiano, Caldaro, Settequerce) senza considerare le altre cinque formazioni altoatesine (Egna, Bressanone, Brunico, Selva Gardena e Laces Valvenosta).

Questo è bello ma per un territorio così piccolo la concorrenza è forte, forse troppo.

Quindi cosa bisogna fare? Unirsi, società di A1 e A2 almeno. Perché è dall'unione che si fa la forza, per il solo bene del nostro movimento.

Rolly Ramoser è l'atleta renonese più famoso, chi saranno i prossimi?

Prima di parlare del futuro vorrei parlare del presente ed in particolar modo della nostra atleta Nicola Mayr, nata qui sul Renon, che ha partecipato nella  disciplina del pattinaggio su pista lunga alle Olimpiadi Invernali a Salt Lake City disputate nel febbraio del 2003. Per il futuro prossimo dovendo fare un nome dico quello di Tobias Plankl, under 16 nato e cresciuto hockeysticamente nella squadra dell'Hockey Ritten. Tobias Plankl, dati statistici alla mano è risultato nell'anno solare 2002 il miglior giocatore europeo di ruolo centro nella sua categoria ed attualmente gioca nelle giovanile del Davos, in Svizzera, dove speriamo possa compiere il suo definitivo salto di qualità per esercitare da grande la professione di hockeysta."

Noi ci crediamo, quindi .... Forza Tobias !

 

 

Un sentito ringraziamento per la gentile disponibilità e collaborazione dei Signori Klaus Profunser e Markus Lintner

 

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