Qui “A1”: Bolzano Campione d’Italia 2012

Con la quarta vittoria maturata sul ghiaccio di casa, che è stata la dodicesima di fila di questi incredibili play-off biancorossi in una striscia di vittorie davvero inimmaginabile ad inizio campionato e all’inizio della fase finale, l’Hockey Club Bolzano Foxes si è aggiudicato questa sera il titolo tricolore della stagione 2011-2012 tornando, dopo i due intermezzi asiaghesi, sulla vetta dell’hockey nazionale.
In breve sulla partita che nel primo tempo ha visto i bolzanini mettere già, in parte, al sicuro il risultato finale.
Al terzo minuto Bolzano già in vantaggio con Marco Insam con un gol da distanza ravvicinata, poi l’alungo all’ottavo con Christian Walcher grazie ad un assist perfetto di Jordan Knackstedt dalla balustra. Il Valpusteria appare vivo, ma poco reattivo, con una verve ridotta e non si vede più la velocità e la determinazione degli altri incontri, di certo pesa psicologicamente la seconda, bruciante sconfitta casalinga, con annessi strascichi polemici, maturata sul ghiaccio di casa. Il Bolzano preme gli ospiti nella loro area di difesa, ma svariate azioni non vengono concretizzate mantenendo il risultato alla fine della prima frazione con due reti di vantaggio.
Nel periodo centrale il Bolzano imbriglia il gioco degli avversari che faticano ad entrare in area, unica nota l’aumento del nervosismo soprattutto da parte pusterese. I padroni di casa cercano l’allungo ma Mikko Stromberg fa buona guardia.
Nell’ultima frazione i biancorossi cercano più che altro di portare a casa il risultato, sfiorano la terza marcatura ma il risultato non cambia. Cambia invece il ritmo della partita dopo il time-out chiamato dai gialloneri al 13’02” e viene tolto il portiere. Dopo soli 4 secondi il Valpusteria accorcia con una deviazione a distanza ravvicinata di Max Oberrauch sul perfetto assist dalla blu di David Ling. Ma i giochi si richiudono dopo poco più di un minuto con la terza rete segnata da MacGregor Sharp su ribattuta che fa esplodere il tripudio dei tifosi bolzanini. Valpusteria quindi alla quasi disperata ricerca di un nuovo accorcio, il Bolzano fa un po’ fatica a liberarsi della pressione pusterese, tanto che al 19’10” arriva il time-out della panchina biancorossa per tirare un po’ il fiato. Qualche emozione condita dalle consuete parate di Matt Zaba e così il cronometro scivola a zero e parte così l’incontenibile gioia dei giocatori bolzanini sul ghiaccio e la standing ovation sugli spalti da parte dei tifosi.

Il risultato ha di per sé dell’incredibile se si pensa che la squadra del duo Adolf Insam e Brian McCutcheon era partita con gli sfavori piuttosto netti dei pronostici iniziali, in una stagione altalenante e con tanti infortuni, che hanno costretto anche in questi play-off a giocare con 4/5 terzini di ruolo. Che questa vittoria sia arrivata poi contro un Valpusteria, che in pratica tutti davano per strafavorito per la vittoria finale, ma chi scrive queste righe si ricorda molto bene l’affermazione di certo profetica del presidente del Cortina, Sandro Moser, in occasione della Coppa Italia a gennaio in tribuna stampa quando, un po’ fra la sorpresa di tutti, s’è lasciato andare alla previsione che il Bolzano aveva qualcosa in più rispetto alle altre squadre per potersi aggiudicare il titolo, rende ancora più speciale questo trionfo biancorosso. Determinazione, grinta, schemi tecnici affinati e precisi (e qui probabilmente ci va tutta l’esperienza di Mark McCutcheon, come dichiarato da alcuni giocatori qualche giorno fa), fallosità ridotta al minimo, capacità di non farsi irritare da falli avversari, un portiere a dir poco saracinesca (alla Jim Corsi, per intenderci) che mai come questa volta giustifica il detto che “il portiere è mezza squadra” (e forse qualcosa di più con la sua calma) ma di certo anche l’armonia, riconosciuta da diversi giocatori a differenza degli anni passati, che vi era nello spogliatoio, hanno contributo alla conquista di questo diciannovesimo scudetto della storia iridata bolzanina. 
Per il Valpusteria una sconfitta amara, dura da digerire dopo aver assaporato a lungo la vetta del torneo nella stagione regolare con un organico che, almeno sulla carta ma anche sul ghiaccio, pareva non lasciare scampo al Bolzano avendo poi addirittura un transfer card da far accomodare in tribuna per turn-over. E la sfida tutta altoatesina avrebbe anche potuto avere un esito diverso se solo i lupi avessero segnato qualche rete in più, vero difetto dell’attacco pusterese, ma qui i meriti della difesa bolzanina (Matt Zaba in testa) sono palesi. Difficile dire cosa non ha funzionato nella squadra allenata da Teppo Kivela, di certo qualche pizzico di fortuna in più, magari maggiore convinzione nei propri mezzi, ma tutto ora è relativo.

I play-off da sempre sono un campionato nuovo, che parte ex novo dagli ottavi di finale e le sorprese, come sono avvenute nel torneo di "A2" con il Valgardena, sono sempre dietro l’angolo. Sulla consistenza tecnica dei pusteresi i numeri erano tutti a loro favore, probabilmente sono mancate un po’ di quella concentrazione e di necessaria maggiore determinazione nonché consapevolezza nei propri mezzi, ma la  superiorità tecnica del Valpusteria c’era tutta. Ma non è bastata contro un Bolzano che ha saputo rovinare la festa ai lupi gialloneri. Ora si può dire che la vittoria bolzanina in gara-1 fuori casa e la successiva vittoria in casa di gara-2 siano state la chiave di volta di questa serie finale dei play-off. Ma la serie poteva andare anche ben diversamente ma contro un Bolzano così determinato, cinico e pronto a sfruttare ogni piccolo spiraglio per rendersi pericoloso, davvero c’era poco da fare. Rimane la realtà di un Valpusteria che ha raccolto attorno a sé un grandissimo pubblico, creato un seguito di tifosi costante e affezionato, oltre ad ottenere pure a livello giovanile degli ottimi risultati e con la necessità di dotarsi al più presto di un nuovo impianto perché l’attuale ormai è del tutto insufficiente a contenere la gran folla di tifosi ad ogni partita.

Un po’ diverso il discorso a Bolzano, dove lo stadio si è riempito solo in occasione di questa finale, diciamo, a voler trovare un difetto in questo tricolore bolzanino, che la città si è accorta (per l’ennesima volta) all’ultimo minuto del tricolore che la squadra biancorossa si stava cucendo pian piano addosso. Se nel primo incontro casalingo ci sono stati circa 5’200 spettatori, questasera ve ne sono stati circa 4’000 anche perché dalla Valpusteria di tifosi ne sono arrivati di meno.
Che con questo scudetto si sia, anche solo in parte, rimarginata la frattura fra Bolzano e la città, mi permetto seriamente di dubitarlo. Probabilmente c’entra anche la formula del campionato, lunga, lunghissima ed una fase decisiva piuttosto breve, ma gli spalti vuoti in occasione della semifinale col Cortina erano davvero desolanti ed allo stesso tempo sconfortanti. Ma di questo la dirigenza biancorossa dovrà, si spera, rendersene conto e ragionarci su, anche in termini di promozione e visibilità.
Intanto è tempo di festeggiare, grazie ad una prima linea Gigliati-Sharp-Knackstedt esplosiva (scelte assolutamente azzeccate quando fu formata la squadra), la seconda Insam-Bernard-McCutcheon altrettanto pericolosa e muscolare, la terza, quella “operaia” ma altrettanto agile e capace di scompigliare le difese avversarie, Walcher/Dorigatti + Zisser ed Harjula (quest’ultimo l’acquisto allora più enigmatico ma rivelatosi assolutamente azzeccato). Pure la difesa protagonista, in versione molto corta con Ambrosi, Borgatello (protagonista della difesa biancorossa), Egger  e Rogers assieme al giovane  Fabris. Mai come questa volta il collettivo ha avuto il grande merito di essere compatto ed “intercambiabile” nelle partite. Si vedrà se la squadra potrà ancora contare su tutti o gran parte di questi protagonisti nella prossima stagione, già si sussurra di partenze e di recente si sono visti alcuni allenatori della DEL al Palaonda. Staremo a vedere quanti si faranno lusingare da ingaggi esteri a suon di €uro o Dollari $.

Ora spazio alla nazionale ed a quella che si prospetta una vera e propria “operazione salvezza” in un torneo iridato che per gli azzurri sarà durissimo e che vedrà scendere in campo diversi dei protagonisti di questa finale di play-off.  

Il tabellino della gara-4 della finale scudetto disputata al Palaonda (giovedì 12 aprile 2012):
HC Bolzano Foxes – HC Valpusteria 3-1 (2-0, 0-0, 1-1);
marcatori: 02’58" Marco Insam 1-0, 08’00" Christian Walcher 2-0, 53’06" Max Oberrauch 2-1, 54’16" MacGregor Sharp 3-1.

Formazione HC Bolzano Foxes: Matt Zaba (Günther Hell); Brandon Rogers, Alexander Egger, Christian Borgatello, Andrea Ambrosi e Daniel Fabris; Stefano Giliati, Jordan Knackstedt, Mac Gregor Sharp, Marco Insam, Mark McCutcheon, Anton Bernard, Christian Walcher, Stefan Zisser, Tuomo Harjula, Enrico Dorigatti, Derek Edwardson e Federico Demetz.
Allenatore: Adolf Insam.

Formazione HC Valpusteria:
Mikko Stromberg (Hannes Hopfgartner); Matt Kelly, Christian Willeit, Armin Hofer, Olivier Magnan, Fredrik Persson e Christian Mair; Danny Elliscasis; Giulio Scandella, David Ling, Max Oberrauch, Joe Jensen, Joseph Cullen, Lukas Crepaz, Patrick Bona, Nate Di Casmirro, Thomas Erlachere Lukas Tauber.
Allenatore: Teppo Kivela.

Minuti penalità: Bolzano 10′ – Valpusteria 10′
Spettatori: 4’000.
Arbitri: Luca Cassol e Karel Metelka + Alex Waldthaler e Cristiano Biacoli.

Così nella serie della finale scudetto: Valpusteria – Bolzano chiusa sullo 0-4 (2-3, 1-2, 2-3 ds e 1-3). Bolzano Foxes Campione d’Italia 2012.

Photogallery della gara-4 Bolzano-Valpusteria: a cura dell’Ufficio Stampa del Bolzano Foxes.

 

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