HOCKEY PENSIERO ... E DINTORNI

A CURA DI MICHELE DE LUCA e FABIO MAGNI

SE VOLETE DIRE LA VOSTRA .... SCRIVETECI:  info@tuttohockey.com


L'EDITORIALE

LA SERIE A ITALIANA

NHL & DINTORNI

RUSSIAN SUPER LEAGUE HOCKEY PENSIERO E DINTORNI

 L'HOCKEY PENSIERO DI MAGGIO 2005 - NUMERO 24 ANNO 6 (venerdì 30 aprile 2005 ) - di MICHELE DE LUCA

IL MONDIALE AUSTRIACO DI GRUPPO "A" E LA COPERTURA TELEVISIVA  4-1

Dopo un’ottima copertura televisiva del mondiale di Eindhoven equivalente al deserto dei tartari, che faceva ricordare i tempi dove esisteva solo la Rai (che almeno, all’una di notte, il terzo tempo almeno lo faceva vedere pur con tanti improperi) ed aver fatto l’ottima figura di non aver fatto vedere neanche un frammento delle vittoriose partite degli azzurri (in Romania, Estonia, Lituania, Francia  invece sì!), forse per l’elevato costi dei diritti televisivi (ma fatemi il piacere, per cortesia), per fortuna arriva una copertura tv davvero interessante per il mondiale di gruppo A in terra austriaca grazie ai canali Dsf (Germania, www.dsf.de) e Tw1 (www.tw1.at, che viene utilizzato dall’Orf, radiotelevisione austriaca, per le dirette sportive), che si ricevono tramite il satellite da Astra 19,2° est. C’è solo da sbizzarrirsi a scegliere, e visto che l’Italia è passata in gruppo A, di certo, poiché per le emittenti italiane la squadra azzurra in pratica non esiste, almeno qualche incontro dell’Italia al mondiale 2006 lo potremo vedere. Un’ultima considerazione: quanto combinato dalle emittenti italiane (ma c’è anche il disinteresse Fisg di mezzo?) dovrebbe preoccupare, e non poco, il Toroc, perché il mondiale olandese sarebbe stato un ottimo “traino” per il torneo olimpico, invece…. Buon divertimento col mondiale di gruppo A! Dimenticavo: un doveroso e grande GRAZIE a chi ha curato il sito internet www.wc2005.net del mondiale ad Eindhoven, per inciso non ufficiale (si vede che anche nei Paesi Bassi l’hockey è seguito solo da pochi appassionati), preciso, aggiornato e che consentiva di seguire in diretta online le partite (seppur con…. un po’ di fantasia). 

Girone eliminatorio
Sabato, 30 aprile, 16.10 DSF e TW1 Russia - Austria; 20.10 DSF Slovacchia - Bielorussia
Domenica, 1°maggio, 16.00 TW1 Svizzera - Rep. Ceca; 20.10 DSF Germania - Kazakistan
Lunedì, 2 Maggio, 16.10  DSF e TW1 Slovacchia - Russia; 20.00  TW1 Bielorussia - Austria

Martedì, 3 Maggio, 16.10  DSF Svizzera - Kazakistan; 20.05  DSF e TW1 Germania - Rep. Ceca
Mercoledì, 4 Maggio, 16.10  DSF Russia - Bielorussia ; 20.10  DSF Svezia - Finlandia; 20.00 TW1 Austria - Slovacchia
Giovedì, 5 Maggio, 16.10  DSF Rep. Ceca - Kazakistan ; 20.05  DSF Germania - Svizzera; 20.00 TW1 Canada - USA

Girone di qualificazione
Venerdì, 6 Maggio, 16.00 TW1; 20.00 TW1
Sabato, 7 Maggio, 16.05  DSF e TW1; 20.00 TW1
Domenica, 8 Maggio, 12.00 TW1; 16.00 TW1; 20.00 TW1
Lunedì, 9 Maggio, 16.10  DSF e TW1; 20.00 TW1
Martedì, 10 Maggio, 16.10  DSF e TW1; 20.00 TW1
Mercoledì, 11 Maggio, 20.00 TW1

Girone Finale
Giovedì, 12 Maggio, 16.10  DSF e TW1 1° quarto di finale; 20.10  DSF e TW1 2° quarto di finale
Sabato, 14 Maggio, 16.10  DSF 1a semifinale; 20.10  DSF 2a semifinale
Domenica, 15 Maggio, 16.00 TW 1 finale 3°-4° posto; 20.10  DSF finale 1°-2° posto.


 L'HOCKEY PENSIERO 2 DI MARZO 2005 - NUMERO 23 ANNO 6 (venerdì 18 marzo 2005 ) - di FABIO MAGNI

" ………… VINCERA’ MILANO 4 - 1."

Poco più di ventiquattr’ore e sarà finale scudetto tra Milano e Cortina. Quella annunciata e quella che premia le due squadre che più hanno meritato dato che hanno seguito un teorema semplicissimo: prima hanno scelto l’allenatore, poi hanno preso buoni giocatori lavorando sulle indicazioni del tecnico e quindi hanno messo in pratica un sistema societario che rispetta ruoli e regole e che, alla fine, premia.
Questa sarà la quinta finale scudetto senza una squadra altoatesina (sintomo chiarissimo che a Bolzano e zone limitrofe qualcuno deve lasciare il passo perché è chiaramente fuori dal tempo) e la cosa si sta facendo sentire notevolmente anche a livello “politico” dato che sono iniziate le schermaglie pre-elettorali. Ma andiamo con ordine.

 

Innanzitutto mi preme sottolineare che i casi arbitrali da me citati (Colcuc e Cavallaro che entrambe mi hanno cercato e, dalla discussione che ne è nato, chiarito ed avvallato le mie tesi) non rappresentano un’accusa a loro (non ho mai detto che Colcuc arbitra male e che Cavallaro ha fatto vincere Bolzano… anzi ho sostenuto ed ancora adesso sostengo che la Supercoppa è stata un suicidio del Milano… come ha dimostrato il resto della stagione) ma il bersaglio è diverso e non ho difficoltà a citarlo per nome e cognome: Renzo Stenico.
Se Colcuc è il miglior arbitro d’Italia e fino ad un mese fa arbitrava in B (o A2) il designatore o non ci ha capito nulla prima o adesso sopravvaluta qualcuno. Matematico no?

Capitolo Bolzano ed Asiago! I mali di queste due squadre li avevo evidenziati in tempi non sospetti ed i fatti mi hanno dato ragione.
Se in un team non si capisce chi sia l’allenatore (addirittura quattro per Asiago e tre per Bolzano), se la squadra viene fatta coi “mercanti” dell’hockey, Chipperfield in primo piano, che per un giocatore buono te ne “solano” due in soprannumero (ti do questo però mi prendi anche questi due !!!) i risultati sono quelli che si sono visti.
Se poi addirittura l’allenatore buono viene cacciato (Fuhrer a Bolzano e il finlandese ex allenatore della Francia ad Asiago) la ciambella viene proprio col buco !!! E attenzione a non cadere nell’errore di dire: “ma il budget del Milano è superiore al nostro”.
Balle, oltre ad aver girato ben 7 allenatori (che notoriamente non vanno a Bolzano o ad Asiago perché si mangia bene o perchè c’è un sacco di “figa”, e soprattutto non ci vanno per un tozzo di pane) le due formazioni hanno messo a roster 15 tranfert-card sull’Altopiano e 11 a Bolzano acquistando giocatori come Beattie e Muzzatti che prendono più di quello che introitavano lo scorso anno a Milano o Dandenault, Quintal e Pisani che non s’accontentano di uno stipendio inferiore a quello di Di Maio, Sundstrom o Adams… anzi !!!!
Senza parlare, poi, del problema portiere: Hell da una parte (prima cacciato perché ritenuto inadatto ad una squadra che puntava a vincere lo scudetto e poi richiamato sotto la pressione del pubblico e consegnato nelle mani di chi l’aveva cacciato: Zarrillo !!!) e Muzzatti dall’altra.
Che Jason soffrisse il Milano lo aveva dimostrato in più occasioni e, probabilmente, la chiave di volta della semifinale è stato il suo richiamo in panchina in gara 1 sul 6 a 1 col pubblico milanese che non aspettava altro e con lui che non ne voleva sapere d’abbandonare.
Chi ha architettato questo cambio ha, probabilmente, ucciso psicologicamente il portiere che, poi, ha compiuto si parate miracolo, ma anche errori marchiani.
Stessa sorte, seppur senza cambi, per Streit ad Asiago. Che lo svizzero fosse l’anello debole del sistema asiaghese lo si sapeva da un pezzo ma i dirigenti lo hanno difeso a spada tratta ed addirittura innalzato ad “eroe” dei play-off dimenticandosi che le cifre non sono proprio di questa opinione. Nove (9!) gare di play-off disputate e 31 gol subiti di cui ben 12 nelle ultime 3 con una difesa con uomini del calibro di Quintal, Dandenault, Hard e Strazzabosco. Ora i tifosi di queste due squadre (Asiago e Bolzano) danno addosso ai “mercenari” dimenticandosi che fino a pochi giorni prima erano eroi ed esaltano i “locali” che danno sempre il massimo.
A dir la verità il mio pensiero è diverso: con tutta probabilità i mali di queste formazioni nascono anche da una “schiera” di locali che è alla frutta e vuole il posto fisso senza sudare più di tanto e, soprattutto, senza fare vita d’atleta passando le serate nei pub a bere birra gloriandosi del fatto di essere “un giocatore di hockey”.
E’ inutile fare una squadra “modello Milano” se non sei a Milano dove a nessuno interessa se sei italiano, canadese, finlandese, polacco o svedese. A Milano devi avere caratteristiche da “giocatore del Milano” (grinta, cuore… e cattiveria) e il palazzo ti amerà a prescindere dal tuo passaporto (ad esempio Strazzabosco e il Topatigh di qualche anno fa incarnano appieno queste caratteristiche).
A Bolzano e ad Asiago probabilmente no, ed in fatti Fuhrer ci ha rimesso il posto per la sua “poca umanità” verso gli italiani che tradotto vuol dire: se ti impegni giochi se no scaldi il pancone !!!

Un altro capitolo riguarda la delirante lettera del Presidente del Bolzano Knoll. Ho troppi pochi capelli per cadere nel tranello di credere ad un tal scritto. E’ il primo “volantino” elettorale che sancisce lo strappo dell’Alto Adige dalla gestione Bolognini e che fa chiaramente capire di sposare la vecchia linea autarchica che il nuovo candidato a responsabile dell’hockey (il giornalista del Dolomiten Franza Sinn) difendeva a spada tratta alcuni anni orsono. Prepariamoci alla solita estate con discussioni a non finire sul numero degli stranieri (anche se le Olimpiadi “drogheranno” un po’ la discussione per cui il vero scontro ci sarà l’anno successivo).
Merita più attenzione, secondo me, invece l’affermazione che Bolzano è stato penalizzato dalla giustizia sportiva (certo Tuzzolino non se lo ricorda più nessuno !!!) che entra di diritto nel novero delle nominations categoria “stronzate” anno 2004-2005.
A far compagnia a Knoll ci sono anche Paolo Callegari (“l’Alleghe con l’allenatore e gli stranieri dello scorso anno avrebbe potuto lottare per lo scudetto” !!!!!!) ed Alberto Possieri “Della Bella migliore in campo nel derby Varese - Milano finito 6 a 6 !!!!”.
A proposito di quest’ultima affermazione va notato che la gara, giocata il 4 dicembre, è stata una delle peggiori del Milano di quest’anno e, in pratica era già vinta da Varese che ha rimesso in corsa Milano con almeno due gol, se non tre, sulla coscienza del portiere. Alla fine il tabellino segnava 4 gol di Helfer e Sundstrom, uno che di hockey ne mastica  e ne ha masticato, era esterrefatto e rivolto ad Armin diceva: “Incredibile è la prima volta che vedo un terzino fare quattro gol. Mai visto prima d’ora”. 

Ah, dimenticavo, c’è anche Milano - Cortina che sta per iniziare e il mio pronostico dice 4 a 1 per il Milano. Vedremo… ed avremo tempo per parlare di queste gare in seguito.

Ultimo capitolo riguarda, invece, una mail che ho ricevuto da una persona “abbastanza importante” nel mondo dell’hockey che per ora preferisce rimanere nell’anonimato e che Vi rigiro con la promessa che la prossima volta, oltre a celebrare la vincitrice dello scudetto, parleremo anche di questi temi su cui, naturalmente, invito anche altri ad esprimersi.

Carissimo, ti disturbo per condividere con te un malumore che mi vieni spontaneo: forse bellissimo questo campionato,giusto confrontarsi sempre con giocatori forti per crescere,alzare il livello per migliorare ecc.......ma tutto ciò a chi è servito ???
Quanti giovani di scuola italiana hanno veramente tratto vantaggi da questa situazione ???
Sempre meno giocatori nostrani,sempre meno spazio,sempre bilanci meno positivi,altre società che dichiarano di voler retrocedere perchè non ce la fanno più economicamente ecc.
Olimpiadi: non è mai stata resa nota la rosa,peraltro depositata in FISG e sulla quale si è già lavorato nel 2003-2004,e che noi conosciamo bene !!!
Perchè ??? Non sarà forse che all'ultimo momento ci "mangiamo" le normative dello statuto federale e impegnamo 18 baluba appena arrivati che daranno risultati pressapoco vicini ad i nostri ???
Mi piacerebbe sapere cosa tu ne pensi (entrambi abbiamo poco da perdere )ho dato molto del mio tempo,peraltro mai retribuito,all'hockey, ho raggiunto dei personali successi anche a livello di formazione,nessuno di quelli che tirano i fili si è degnato di interessarsi anche solo per dovere di poltrona!!!
Queste elezioni con durata di un anno serviranno solo per essere in regola con la legge,non cambierà proprio niente e ancora meno dopo le attesissime Olimpiadi !!!
Andate a vedere come altri settori si stanno preparando ormai da molto tempo al fine di evitare,almeno dal lato organizzativo-direzionale, una figuraccia. Forse siamo solo dei nostalgici,tanto con l'hockey non si mangia,ma io ci patisco veramente e,ogni volta che mi sono permesso di esternare qualcosa,ho pagato in prima persona. Adesso se pubblicherai questi pensieri,sarai
criticato ma almeno tu non rischierai di essere "esiliato" dalla
disciplina!!!”
 lettera firmata.


 L'HOCKEY PENSIERO DI MARZO 2005 - NUMERO 22 ANNO 6 ( martedì 1° marzo 2005 ) - di FABIO MAGNI

" ………… ne resteranno solo due "

Eccoci, quindi, alla parte più interessante della stagione: via alle semifinali dei play-off che hanno fatto rimanere in campo le quattro squadre che più hanno meritato in questa stagione. Prima di dare uno sguardo ai quarti e presentare le semifinali concedetemi una divagazione su un personaggio che definire “buffo” è veramente eufemistico. Sto parlando di Renzo Stenico che non contento di essere stato beccato in castagna con Cavallaro (ricordate il cuoco di Tampa Bay spacciato per arbitro americano!!!!) ora ci ricasca con Glauco Colcuc e ricade nel suo sport preferito: i favori agli amici e, soprattutto, le reazioni scomposte quando lo becchi con le mani nella marmellata, frutto naturalmente del suo immenso egocentrismo e della sua incapacità ad accettare critiche (io sono il migliore!!! Nessuno è meglio di me!!!).
Ebbene il sig. Colcuc (che i non più giovani ricorderanno come back up di David Delfino in un Fassa di parecchi anni fa in cui c’erano anche Jerabek, Gellert, Stuckey, Priondolo, Lattuca, Cava e Liberatore) dopo un’annata passata a dirigere in Serie B, nei play-off si scopre il miglior arbitro d’Italia e dirige sei partite tra cui la maggior parte nella serie più tirata: quella tra Bolzano e Varese.
Il collega Alberto Ambrogi de “Il Giorno” telefona a Stenico e gli fa presente la cosa: come mai nessuno finora si era accorto che il miglior arbitro italiano era in B ? E perché arbitra solo lui?
E Stenico s’incazza: “ma le sembrano domande da fare?”
Caro Stenico sappiamo che le interviste che preferisci sono quelle in cui ti fanno dire che sei bravissimo e che nessuno è meglio di te e, soprattutto, ti ringraziano per la tua disponibilità o ti etichettano come amico. Non ti preoccupare, questi “sbarbatelli” lo fanno per abitudine con tutti e non solo con te !!!.
Oppure precisa che un arbitro in Germania ha diretto sei partite di fila, naturalmente senza precisare, e lo faccio io al suo posto, che questo signore è un internazionale ed uno dei migliori referee d’Europa e, soprattutto, nel suo paese non dirige sempre in Serie B.

Bah, meglio passare all’hockey giocato!!! Detto subito che l’Alleghe si è salvato senza fatica (troppo inferiore il Torino per cercare di combattere alla pari per via di un roster cortissimo che nel terzo tempo crollava inesorabilmente) si passa subito ai Vipers Milano che ha faticato solo nel secondo tempo di gara tre contro un Valpusteria che ha decisamente mollato dopo quella gara. La serie è stata velocissima ed il riposo farà benissimo ai meneghini che hanno potuto recuperare infortuni nonché debellare la forma influenzale che si era insinuata nel suo spogliatoio. Ha fatto grande impressione la difesa milanese e, soprattutto, Eriksson che in quattro gare (con qualche scampolo anche per Demetz) ha subito solo 3 reti di cui 2 in un solo periodo per cui il biglietto da visita presentato al Bolzano sarà quello del solito Milano “cinico” da play-off che da oltre tre anni siamo abituati a vedere.

A proposito di Bolzano va detto che la serie con Varese è stata molto più difficile del previsto e la squadra biancorossa ha lasciato, pur passando il turno vincendo 4 gare di fila, molte ombre sul suo cammino. Infatti l’opinione diffusa è stata quella di una squadra “anarchica” con molti galli nel suo pollaio e la frittata non è stata completata solo perché Varese da gara quattro in poi si è letteralmente suicidato con i suoi errori sottoporta e, soprattutto con quelli difensivi e, causa principale, con quelli del suo portiere Della Bella che in gara 4, 5 e 6 ha compiuto errori davvero madornali trasformando Black (uno che in Italia apprezza molto… la cucina!!!) in un “crack” e, soprattutto, regalando a Quint un gol all’overtime che ha resuscitato un Bolzano che era davvero sull’orlo del baratro. Da vedere anche, a Milano, il comportamento di Muzzatti e Beattie che in stagione regolare non ne hanno indovinata una ed hanno dimostrato di subire molto la pressione dell’Agorà e della loro ex squadra. Ultima tegola per Bolzano l’infortunio alla spalla a Timpone.

Anche l’Asiago pur passando il turno non ha dimostrato grandi cose dato che ha messo in mostra i difetti di tutta l’annata: ovverosia una difesa troppo allegra. Non ci credete? Occhio ai numeri: nella stagione regolare la squadra dell’Altopiano ha subito più di due gol e mezzo di media a partita (nonostante il dato sia “drogato” da tre 5 a 0 a tavolino) e lo stesso trend si è protratto nei play-off contro l’attacco del Fassa che non ha fatto altro che confermare il suo dato di regular season (dai 2,5 ai 2,9 gol di media segnati a partita) per cui se la squadra di Angelo Roffo vorrà arrivare a giocarsi il titolo dovrà migliorarsi davvero tanto visto che incontrerà il Cortina una squadra equilibrata in attacco ma con la miglior difesa d’Italia. Da vedere, come a Milano Muzzati e Beattie, il comportamento di Gravel nei confronti di una squadra che lo ha mollato accusandolo di essere un perdente.
 
Appunto il Cortina, l’ultima semifinalista, che ha iniziato male contro il Renon ma poi ha chiuso alla grande non lasciando scampo ai bolzanini. La squadra di Nilsson, forse, soffre troppo il fatto di giocare ogni due giorni visto che, in pratica, ha solo due linee che possono contrastare in modo ottimale le altre squadre (provate a trovare qualcuno dei cortinesi della terza linea nelle statistiche se siete in grado?) ma finora questo tipo di gioco è bastato. Per mettere un po’ di pepe anche sui bellunesi va detto che probabilmente un errore madornale è stato quello di concedere il transfert a Cullen per il Lubjana dato che con il Renon l’ex Nhl non è stato determinante come in campionato ed i maligni suggeriscono che non veda l’ora di finire (e quindi di non infortunarsi) per volare oltre confine a rimpolpare il suo conto in banca. Comunque, anche senza di lui, la squadra cortinese ha mostrato che Nilsson quando sceglie gli stranieri difficilmente sbaglia per cui anche l’Asiago dovrà fare i conti con questa realtà. Pronostico: già detto, finale Milano - Cortina con la serie più veloce per il Milano e più lunga per Cortina.


 L'HOCKEY PENSIERO DI FEBBRAIO 2005 - NUMERO 21 ANNO 5 ( martedì 8 febbraio 2005 ) - di FABIO MAGNI

".... era Milano-Bolzano, sarà Milano-Cortina !"

Prima di iniziare a puntare il dito sui play-off permettetemi di dire le due classiche parole sulla federazione. Siccome tutte le squadre importanti hanno provato sulla loro pelle quello che andiamo dicendo da settembre, ovverosia che in alcuni posti della federazione ci sono degli emeriti incapaci, e siccome si stanno avvicinando le elezioni mi aspetto che qualcuno si faccia un piccolo esame di coscienza in modo da votare ricordandosi di quelli che in quest’annata hanno fatto parlare più di carte bollate che di hockey giocato. Difficile che il vento cambi, anche perché siamo giustamente in democrazia e nella federazione non c’è solo l’hockey ed inoltre il voto, ad esempio, del Milano vale quanto quello della società di birilli di Novecase (supposto che esista una tal società). I personaggi alla fine saranno più o meno i soliti ma spero che coloro che quest’anno hanno fatto più ridere degli altri, Scenico il giudice federale e gli organi di giustizia più lenti della terra, lascino il posto a gente un po’ più motivata. Figuratevi che questa era la battaglia di Quintavalle, forse una delle poche cose giuste mai pensate e dette durante il suo “regno” fatto di mille “baggianate”, e ciò fa anche pensare quanta possibilità di successo possa avere questo mio augurio. Certo anche alcuni dirigenti di società ci hanno messo del loro compilando referti a capocchia e, addirittura, dimenticandosi di rinnovare un transfer-card (scusate ma il segretario di Varese quanto lavoro ha da fare per dimenticarsi una cosa del genere? E quanto lavoro hanno le commissioni di giustizia hockeystiche per arrivare a decisioni definitive non prima di 4 mesi dalla presentazione del ricorso su una stagione che ne dura 7?) e dall’unione di questo “trust di cervelli (dirigenti di società e organi di giustizia federali) è uscita una classifica finale che non rispecchia i reali valori mostrati in campo, naturalmente per alcune squadre. Fatto salvo lo stupendo campionato di Milano e Cortina, prima e seconda con merito e senza nessun problema, la terza, la quarta e la quinta piazza sono state decise da fattori extra hockeistici al punto che il Cortina nella gara con l’Asiago ha potuto scegliersi l’avversario e, giustamente dato che poteva sfruttare “asinate” di altri, ha scelto l’Asiago e per farlo ha schierato nella partita decisiva il backup di Gravel. Nulla di strano: anche il Fassa probabilmente arriverà martedì a Milano con una voglia di vincere pari a meno di zero dato che in caso di vittoria (possibilissima dato che di fronte avrà un Milano che mirerà solo a non farsi male per iniziare i play-off nel modo migliore) incontrerà Bolzano ed in caso contrario l’Asiago. Prima del fattaccio varesino tutti avrebbero scommesso su una finale Milano – Bolzano e non a caso dato che mettendo a confronto i punti del terzo girone, quarto girone, totale e punti realizzati dopo la pausa ovverosia nelle ultime sei giornate, quelle giovate dalle formazioni col roster definitivo si aveva questa situazione (la tabella non tiene conto dei risultati a tavolino ma solo di quelli reali del campo).

                   3° girone        4° girone       TOTALE     Dopo pausa

MILANO          14                  16                 30                 12

CORTINA       15                   11                 26                  7

ASIAGO         15                   11                 26                 6            

BOLZANO       9                    15                 24                11

VARESE          9                     9                 18                 6

FASSA            6                      7                13                  7

Ebbene, a parte il Milano che con una partita in meno (e dalle 9 alle 12 partite ufficiali disputate in più delle altre formazioni) domina tutte le classifiche avendo fatto 14 punti nel terzo girone e filotto di vittorie nel quarto, la miglior performance dell’ultimo periodo è del Bolzano che,a fronte di un terzo girone disastroso, ha tenuto il passo del Milano nel quarto e, soprattutto, dopo la pausa. In calando anche le prestazioni di Cortina ed Asiago che hanno raccolto veramente poco nell’ultima tornata. Nettamente sotto la media, poi, le prestazioni di Varese e Fassa che difficilmente potranno superare, su una serie di sette gare, ostacoli come Asiago e Bolzano. Alla luce di ciò era facile prevedere un Milano – Bolzano che, ora come ora, ci sarà quasi sicuramente in semifinale mentre dalla parte opposta sembra inevitabile Cortina – Asiago. Per la prima sulle sette gare il Milano ha qualcosa in più anche se va detto che personaggi come Beattie e Muzzatti nei play-off si trasformano ma, oggi come oggi, sembra proprio che Bolzano soffra tremendamente il Milano di questa stagione. Pronostico, quindi, a favore dei Vipers. L’altra semifinale invece, mi fa dire Cortina che dalla sua sembra più squadra dell’Asiago cui sinceramente bisogna fare un discorso a parte. Su Cortina pende però l’incognita Gravel, che ad Asiago ha sofferto terribilmente le sfide decisive e la statistica che dice che gli arrivi dell’ultimo minuto (Rucchin) nei play-off servono a poco. Dicevamo di Asiago che ha condotto una campagna acquisti di riparazione faraonica dimenticandosi, però. incredibilmente del portiere. Non saremo certo una potenza dell’hockey però pensare che un portiere di serie B svizzero, e neppure dei migliori, possa portare una squadra al titolo italiano ci sembra veramente un’utopia, Se poi, come sembra, ci si mette anche il fatto che Quintal e Dandenault, che stranamente hanno avuto il benestare della società per tornare in patria e non giocare la partita decisiva (a dire il vero le malelingue riferiscono di una fuga dei due professionisti stanchi dei metodi del “sergente di ferro”, a dir la verità molto arrugginito dopo l’ennesima stagione, la quarta consecutiva, con molte ombre e poche luci, Theriault) potrebbero non tornare si capisce che il potere degli stellati appare molto limitato. Perciò diciamo Milano – Cortina e, per il quinto anno consecutivo, sarebbe una finale scudetto senza altoatesine…. Roba da non cerderci!!!!


 L'HOCKEY PENSIERO DI GENNAIO 2005 - NUMERO 20 ANNO 5 ( lunedì 17 gennaio 2005 ) - di FABIO MAGNI

La calma prima della tempesta Milano

Per una volta non volevo parlare di Federazione ma Holer Togni, l’ex stunt man che ora gestisce il Mazda Palace di Milano ci ha messo del suo. Lo incontro per lavoro e tra un discorso e l’altro mi dice che tra i circensi c’è carenza di vocazioni per il mestiere di pagliaccio.
Chissà perché la mente mi è volata subito in via Piranesi per qualche flash. Il primo ha protagonista un segretario che fa nominare un suo amico direttore sportivo della nazionale e quando gli chiedono lumi sul suo lavoro risponde serafico: “il direttore sportivo… fa il direttore sportivo!!!  “. Se magari a questa battuta aggiungesse anche: l’operaio… opera, l’impiegato… impiega ed il dirigente… dirige, penso che il primo premio al prossimo Festival dell’Umorismo di Bordighera sia assegnato di diritto.
Il secondo invece ha come protagonista un sorteggio, che magari è stato regolarissimo, ma a cui nessuno crede, anzi……!!!, solo perché qualche “furbone” non ha spedito gli inviti alle società interessate spinto dalla fantastica motivazione: “tanto viene solo Oriana!!! “.
Il terzo, invece, è il migliore e parte la scorsa estate quando il giudice sportivo emette un comunicato in cui si notificano 4 giornate di squalifica a Tuzzolino per una penalità riferentesi ai play-off 2003-2004.
Ebbene siamo alle porte dei play-off 2004-2005 e il sig. Tuzzolino di giornate di squalifica non ne ha scontata neppure una: non perché riconosciuto innocente ma perché nessuno ha ancora deciso se è veramente colpevole o innocente. Fatte le debite proporzioni siamo quasi agli stessi tempi tecnici della strage di Ustica. Roba da non crederci? Allora non conoscete l’hockey delle nostre parti!!!

Ma lasciamo perdere queste amenità, tanto tra poco ci saranno le elezioni federali, e guardiamo l’hockey giocato.
Sono reduce da Selva di Val Gardena e torno con in tasca una verità che sui divanetti dell’Hotel Tyrol mi sembrava fosse figlia della grappa e del vino ma che, forse, il finale di stagione di quest’anno sdoganerà ancora una volta.
In sintesi in valle il pensiero imperante è: “a Milano per vincere ci volevano i gardenesi e a Bolzano, dove si considerano cittadini e ci snobbano come montanari preferendoci i canadesi, non vinceranno nulla! “ .
Avrà ragione ancora una volta Norbert? La Coppa Italia e il campionato, dove Milano ha perso solo una volta, danno ragione al gardenese anche se va detto che nelle restanti sei giornate i conti andranno fatti anche alla luce dei nuovi organici che il mercato di dicembre ha allestito. Hanno sicuramente operato bene il Bolzano (in pratica esonerando Zarrillo da direttore sportivo e rifacendo la campagna acquisti), lo stesso Milano, il Cortina e l’Asiago (anche qui azzerando completamente il mercato di Tessari) anche se sull’altopiano si sono dimenticati che nell’hockey il portiere è importantissimo ed si trovano con una squadra stellare ma con lo “Streit meno forte dei due” e con Lobbia a ricoprire questo ruolo. Un po’ poco se si paragonano a Eriksson, Gravel (a proposito sarà ancora il “perdente” di Asiago nei play-off?) e Muzzatti che, a Milano lo sanno benissimo, quando sente aria di scudetto alza la saracinesca.
A complicare la vita di Asiago e Bolzano c’è, poi, la situazione di classifica. Infatti Milano (che ha un calendario più facile dovendo incontrare Cortina, Asiago e Fassa in casa nonché Torino, Renon, Valpusteria ed Alleghe fuori casa) e Cortina si giocano il primo posto mentre le due contendenti si giocheranno con Fassa e Varese i posti che vanno dal terzo al sesto. Questo significa che l’accoppiamento quarta-quinta e sesta-terza dei quarti di finale eliminerà matematicamente due di queste quattro formazioni prima delle semifinali. Ammettendo che la più debole del lotto possa essere il Fassa una tra Varese, Asiago e Bolzano non arriverà, ripeto… matematicamente, in semifinale e in questo caso nessuno potrà salvare la stagione dell’essere etichettata come fallimentare. Interessante anche la lotta tra Renon, Valpusteria ed Alleghe per evitare il penultimo posto e il play-out con Torino che, però, solo un miracolo potrà salvare dalla seconda retrocessione consecutiva.
Le prossime saranno due settimane di fuoco ed ogni incontro importante per un obiettivo che cambierà a seconda della squadra impegnate.

P.S.: prima di concludere un argomento un po’ scomodo. Da parecchio tempo molte persone (qualcuno anche Ultras del Milano) mi chiedono di commentare “a modo mio” il gemellaggio, l’affratellamento, l’apparentamento (non so francamente cosa sia… anzi lo so benissimo: una Tavanata !!!! ) tra gli ultrà di Milano e Varese. Non lo commenterò affatto dato che volente o nolente la storia non la può riscrivere nessuno e solo la fortuna ha voluto che fino ad oggi questo accordo non sia saltato. Probabilmente non ci saranno altri Milano - Varese in questa stagione altrimenti, statene certi, il coro “M.... Varese!!! “ che, volente o nolente fa parte della storia del Milano tanto quanto “Per andare a Saint Moritz…” , tornerà a risuonare all’Agorà. Lo ripeto la storia non la può riscrivere o ridisegnare nessuno.


 L'HOCKEY PENSIERO DI DICEMBRE 2004 - NUMERO 19 ANNO 4 ( lunedì 29 novembre 2004 ) - di FABIO MAGNI

Cortina e Milano confermano la loro forza a metà di un campionato che ha in Asiago, Varese e Bolzano (in parte) le vere delusioni

Che il mondo dell’hockey italiano sia pieno di fantasia è ormai risaputo da ogni parte del mondo. Ma la fantasia non è tutta uguale: ci sono varie componenti che la caratterizzano. Una, ad esempio, è quella che colpisce ogni persona che gravita attorno alla “federazione” dalle parti di Bolzano. Riescono a fare cose che nessun’altro si immagina in quanto ad interpretazione di leggi e regolamenti e, soprattutto, poi a cercare di spiegarne la logicità. Andiamo con ordine: primo, ho scoperto sulla mia pelle che un arbitro in Italia può venir designato ad arbitrare la finale di Super Coppa solo perché ha tradotto dall’inglese dei fogli di regolamento e li “girati” come slide utilizzando Power Point!!!
Giuro, ho una mail di Cavallaro che mi conferma ciò direttamente da Tampa Bay.
Secondo, Stenico il responsabile di Cavallaro invece di spiegare semplicemente perché lo ha designato continua da un paio di e-mail a sostenere che io sono cattivo e lui per ciò non mi apprezza. Va bene, ma come la mettiamo con un suo sottoposto che lo scavalca spiegando, in modo ridicolo, una sua decisione “scottante”?
Terzo, il capitolo Milano - Bolzano e Coppa Italia. Facciamo subito chiarezza: per me è giusto il 5 a 0 (vista la gravità del gesto dello sconsiderato anche se, va detto, l’11 a 1 e, soprattutto, il 3 a 0 potranno venir tolti da tutti i giudici ma non cancellati dalla mente di giocatori, tecnici e tifosi bolzanini!!!) ma quello che come al solito fa “ridere” è la tempistica di una tale decisione e, soprattutto, i tentativi di spiegare quello che ci sta dietro. Ma il giudice sportivo prima di emettere questa sentenza si è mai chiesto se, magari, anticipandola di una settimana avrebbe evitato polemiche inutili?
Perché, aggiungo io, questo caso si è risolto così brillantemente e la “querelle” Tuzzolino, che va avanti da agosto è ancora sul tavolo della giustizia sportiva? Ecco che, quindi, ancora una volta la fantasia dei federali è riuscita ad avvelenare più del dovuto Milano - Bolzano del 2 dicembre ed un altrettanto possibile “remake” della gara con in palio la Coppa Italia. E tutto, naturalmente, per una tempistica errata!!!.

La fantasia, comunque, colpisce anche altri come alcuni opinionisti che sostengono che il Bolzano abbia il miglior organico di quest’anno (andatevi a leggere il roster della difesa ed analizzatelo, ad esempio, con quello di Cortina ed Asiago, lasciando perdere il Milano) oppure l’ufficio stampa del Varese che sostiene che i gialloneri stiano trattando lo svedese Ivarsson e l’americano dei New York Rangers McLennan per fare da back-up a Della Bella, il cui ruolo di titolare non è in discussione?

Lasciamo perdere “fantasilandia” ed addentriamoci ad analizzare le prime vere e proprie delusioni di questo torneo: Varese ed Asiago.
A parte il discorso vittoria del Bolzano a tavolino (ma anche l’Asiago ha letteralmente “rubato” 2 punti al Renon), le due squadre non possono certo dire di aver disputato una bella prima parte di torneo visto che hanno messo in mostra tutti gli errori compiuti, soprattutto, durante l’estate. Sarebbe facile dire che l’analogia negativa tra queste due squadre è il fatto di avere due portieri svizzeri, patria del formaggio coi buchi, ma, a parte l’ironia, il problema portiere è davvero importante per entrambe. Russo non è certo quel fenomeno che si attendeva, Lobbia lo si conosceva già e Flavio Streit non può certo essere il salvatore della patria per cui il problema ad Asiago è ancora li sul tavolo.
A Varese invece, Della Bella ha tradito le aspettative giocando molte gare davvero in modo indegno, soprattutto quelle importanti, ed il fatto che si trattino altri giocatori, a parte le precisazioni fantasiose dell’ufficio stampa, danno il sentore di una mancanza di fiducia verso il ticinese.
Il problema portiere non è il solo emerso per queste due squadre che, a mio parere, hanno in comune il fatto di aver costruito una squadra non in sintonia con le idee dell’allenatore. In pratica la squadra è stata costruita da qualcuno che non è l’allenatore, al punto che Martino ammette candidamente: “ma io Matulik non lo conoscevo” e ad Asiago, addirittura, l’allenatore è stato scelto per ultimo ed ancora oggi non si capisce se sia l’ex Devils Milano John Porco (ora ribattezzato per decenza Parco) oppure l’ex allenatore della nazionale francese.
E da questi equivoci di fondo nascono gli acquisti di stranieri sbagliati comprati, soprattutto, per far piacere a qualche agente o “trafficone” dell’hockey nostrano. Clamorosa, se ben vi ricordate, la campagna estiva di Varese che, addirittura, ha chiuso con largo anticipo su tutti il roster pur dovendo cambiare tre slovacchi comprati senza sapere che per altri due anni sarebbero stati comunitari!!!
Il fatto, poi, che al secondo e terzo posto del torneo ci siano Cortina e Fassa (la mia classifica è quella del campo e non tiene conto delle decisioni del giudice sportivo) non può far altro che aumentare i rimpianti e la rabbia di queste due formazioni che sulla carta sarebbero superiori alle stesse due squadre che le precedono. Il giudizio, naturalmente, è relativo solo al primo girone d’andata e ritorno visto che, come al solito, accadrà che nel mese di dicembre cambierà qualcosa nel roster delle “deluse” ed ai play-off arriveranno con qualche faccia nuova e, soprattutto, con altri portieri diversi da quelli attuali. Scommettiamo?


 L'HOCKEY PENSIERO DI NOVEMBRE 2004 - NUMERO 18 ANNO 4 ( giovedì 4 novembre 2004 ) - di FABIO MAGNI

IL PUNTO SULLA SERIE "A", RISPOSTE DI FISG & CO. A PARTE

Dopo aver capito che i tempi non sono cambiati poi tanto, almeno per alcune persone che siedono in federazione, rispetto agli anni bui dell’hockey dato che a fronte della lettera aperta di alcuni giorni fa si è subito mossa (strano vero?) la giustizia sportiva per Renon - Asiago e per Tuzzolino ma, in compenso, il segretario Berto e Renzo Stenico si sono fatti cogliere per l’ennesima volta con le mani nel vasetto di marmellata. Infatti il primo, dopo avermi promesso per interposta persona che avrebbe dato una spiegazione del rapporto di Luciano Nucci con la Federazione, non prima di essere volato a Roma per leggere le carte federali, si è ben guardato dal fornire ciò e Stenico, invece, non ha certo risposto al mio semplice interrogativo: “perché Cavallaro?” ma si è inerpicato nella strada del “politichese” (strada a lui particolarmente ostica) nel cercare di dire che in giro ci sono personaggi cattivi ma naturalmente non ha accennato affatto al perché un arbitro italo-americano che arbitra nei tornei amatoriali in Florida è stato designato per la partita più importante del movimento finora disputata. La risposta, come avevo accennato allora, forse sta nel fatto che Tampa Bay e la Florida sono sempre un bel posto per andare in ferie ospiti di qualcuno che ti deve un favore. Metafora imparata molto bene da un politico che era solito ripetere: “a pensar male si fa peccato ma, quasi mai, si sbaglia”.

Ma passiamo oltre e, terminato il primo girone d’andata, andiamo a dare un occhiata alle formazioni che hanno ancora otto giornate per cercare di occupare i primi quattro posti che danno l’accesso alla final four di Coppa Italia. Le prime posizioni sono occupate dal Milano, dal Cortina e dal Fassa. Per i Vipers si tratta di una conferma con la prima linea Adams-Tkaczuk-Sundstrom che in alcuni casi ha mostrato una velocità ed una capacità di gioco davvero stratosferiche. La squadra, poi, ha mostrato che quando vuole (Varese- Bolzano e Continental) ha davvero pochi avversari ed ora avrà in più anche Lauri Kinos e Ryan Savoia per cercare di raggiungere l’obiettivo Coppa Italia e finale di Continental (entrambi alla sua portata). Sugli scudi anche i due difensori finlandesi che “menano come fabbri” (chiedete informazioni a Leo Insam) il portiere Eriksson, che di Milano ha capito tutto portando la figlia sotto la curva a fine gara, nonché il polacco Laszkiewicz che arrivato in sordina ha mostrato di essere “bomber” sopraffino.
Ben diverso è il discorso per Fassa e Cortina che sono, soprattutto la prima, le più grandi sorprese del torneo. Buoni allenatori, buoni stranieri ed italiani motivati hanno portato queste due squadre in una buona posizione di classifica e con un discreto vantaggio di punti sulle inseguitrici più pericolose (Bolzano ed Asiago nonché Varese). E questo nonostante il Fassa sia l’unica squadra che schieri un portiere italiano (Carpano) mentre il Cortina ha messo in mostra un Cullen che è sicuramente l’Nhler più in forma di quelli fin qui arrivati.
Ben difficilmente i 4 punti su Varese ed i 5 su Bolzano ed Asiago saranno ceduti (anche perché qualcuno ha pensato bene di riportare i due punti per vittoria invece dei tre che si usano negli altri sport) da queste due formazioni che hanno dimostrato di essere davvero quadrate e capaci di chiudersi a riccio contro formazioni con attacchi stellari.
Ed ora le delusioni: una più tiepida come il Varese che a fronte di buone prestazioni spesso incappa in batoste clamorose come quelle con Milano e Cortina ed il quarto posto dietro due formazioni come quelle sopraccitate non è certo quello che la dirigenza si aspettava.
Più gravi le situazioni di Bolzano ed Asiago che stanno pagando gli errori e le incertezze d’inizio stagione.
Un mercato condotto senza tener conto dei consigli dell’allenatore (stranamente ingaggiato come ultimo tassello) ed una situazione di spogliatoio “caldo” con lotte interne tra vari gruppi ed il tecnico stesso sembrano minare il rendimento di due squadre che in quanto a nomi in organico hanno ben altre ambizioni. Clamorosa poi la gestione del portiere asiaghese con Russo, sbandierato come nuovo Gravel, che dopo poche gare era backup di Lobbia(!!!!!) ed ora l’ingaggio del fratello di Streit che ingarbuglia ancor più la situazione. La sensazione è che due fra queste tre squadre staranno al palo nella final four che secondo un mio pronostico, vedrà al via Milano, Cortina, Fassa e Bolzano.

La seconda parte della classifica è guidata dal Renon, altra grande rivelazione del torneo, che lo scorso anno ha messo in mostra il miglior difensore (Blanchard) ed ora uno dei migliori attaccanti, se non il migliore in assoluto (Gauvreau), che si siano visti sulle piste in quest’inizio di stagione. Il prosieguo non potrà che essere ancor più roseo per i bolzanini. Segue l’Alleghe che, sinceramente, è partito malissimo ma ora si sta risollevando soprattutto grazie all’inserimento di buoni giocatori (ultimo Holland) che promettono di riportare in positivo un bilancio finora negativo per squadra di Nila Riva. Nella norma il campionato del Valpusteria Brunico che è partito per salvarsi e sta onorando in pieno questo ruolo, diventando molto pericoloso sulla sua pista,  mentre il vero “pollice verso” va a Torino che anno dopo anno compie sempre gli stessi errori creando non una squadra ma un’accozzaglia di giocatori che, alla fine, sembrano essere un gruppo di mercenari che svolge un lavoro controvoglia. Ed i risultati sono li da vedere: ultimo posto in graduatoria con 3 punti ed una sola vittoria ottenuta col Valpusteria.


 L'HOCKEY PENSIERO DI OTTOBRE 2004 - NUMERO 17 ANNO 3 ( venerdì 1°ottobre 2004 ) - di FABIO MAGNI

LA STRANA E-MAIL DI LUIGI CAVALLARO ED ALTRE AMENITA’ TARGATE FISG


Ho visto la presentazione del campionato e, per lavoro, non ho potuto assistere alla finale di Supercoppa.
Sono rimasto fuori Milano per 3 giorni e al rientro mi sono messo a spulciare un po’ di notizie per imbastire questo articolo e ho notato, con dispiacere, che pochi… molto pochi hanno capito il nocciolo della questione della famigerata presentazione.
Lasciando stare la “gag”,  tra Scenico e Bolognini (a proposito scommettiamo che il prossimo anno cambierà il responsabile degli arbitri?
Sono pronto e disponibile a giocarmi qualsiasi cifra…) che mi ha riportato al periodo d’oro dell’hockey in cui queste cose erano all’ordine del giorno soltanto che non si facevano conferenze stampa e perciò non uscivano all’esterno, le vere perle della giornata sono state due: la nomina di Nucci quale diesse della nazionale e la “querelle” elezioni. A proposito della prima qualcuno può spiegare cosa fa il diesse in una nazionale?
Il calcio tanto vituperato non ha questo ruolo e tutte le nazionali hanno il dirigente accompagnatore ed il team manager ma nessuno, credetemi nessuno ha il direttore sportivo della nazionale !!!! Tralasciamo poi il … nominativo.
A parte le considerazioni sul personaggio la nomina è emblematica del periodo che si vivrà tra poco: le olimpiadi sono alle porte e la torta da mangiare è appetitosa. Quindi tutti sul carro !!!!
Lo ha detto chiaramente Bolognini: sono stati anni duri, di tagli ai bilanci da parte del Coni e delle spese da parte della Fisg ed ora… ci volete cacciare a casa quando si deve mangiare il dolce? Che nessuno si faccia illusioni: il 4 ottobre il Consiglio Federale voterà per prolungare le cariche fino al termine di Torino 2006. D’altronde ne hanno tutta la possibilità e non si faranno scappare l’occasione. Staremo a vedere comunque già dall’inizio si è visto qualcosa di strano. Non parlo della partita di SuperCoppa che non ho visto e che sinceramente il Milano doveva vincere senza problemi visto che il Bolzano non aveva Ramoser, Lundmark, Beattie e Muzzatti.
Quindi a parte le polemiche arbitrali i meneghini devono recitare un grandissimo mea culpa per una difesa allegra (2 gol subiti negli ultimi due minuti dei tempi) un portiere che farà sicuramente rimpiangere Muzzatti (chiedete info a Benoit Laporte che lo aveva lo scorso anno in Germania) ed un attacco che nel terzo tempo non ha saputo chiudere la gara. Probabilmente la sconfitta farà bene all’ambiente rossoblù che, forse, aveva già mentalizzato il ruolo di favorita in grado di fare una passeggiata. Nulla di più sbagliato ed infatti Bolzano lo ha dimostrato.
Mi ha fatto specie, però, scoprire che questa partita è stata arbitrata da un certo Luigi Cavallaro che, francamente non conoscevo.
Chi è se lo sono chiesti in molti e dopo una ricerca abbastanza semplice qualche elemento lo si può fornire. Il signore è un altoatesino che ha studiato all’alberghiero di Merano e che nel 1991 si è trasferito in America formando una società di catering prima a Denver poi a Tampa in Florida, dove, è entrato a contatto con l’arbitraggio tra gli arbitri della Central Florida Ice Hockey Officials Association (fonti luigiscatering.com e cfihoa.com/members.htm). Fin qui nulla di strano… se non fosse che la sua e-mail è bolzano64@….com.

Strano, vero ??

Fabio Magni


 L'HOCKEY PENSIERO DI AGOSTO 2004 - NUMERO 16 ANNO 3 ( giovedì 19 agosto 2004 ) - DI FABIO MAGNI

Agosto, mese di ferie, ma anche di previsioni ... magari non veritiere come quelle meteo

In pieno periodo agostano l’hockey non si ferma ma, anzi, sta affilando le lame ai pattini per far ripartire, ai primi di settembre, una stagione che, tutto sommato, si preannuncia già abbastanza gradevole. Sarà che sto scrivendo queste righe poco prima di andare in ferie ma questa volta vorrei anticipare un po’ i tempi a buttarmi a capofitto nella scienza, poco perfetta, delle previsioni.

Detto subito che chi non sbaglia mai è quello che non ne fa mai neppure una vorrei lanciare un appello a tutti coloro che si occupano, mediaticamente, di hockey per superare i piccoli sbarramenti da cortile e le divisioni all’interno dei vari siti, giornali, squadre e quant’altro per misurarsi in questa piccola “garetta” che non ha nulla in palio se non l’onore di essere “il più rispettato” dell’ambiente e guardare tutti, dal prossimo maggio, dall’alto al basso dicendo “che caxxx ti avevo detto…IO!!!”.
Le regole sono semplici: indovinare la classifica al termine della stagione (non quella regolare dove, si sa, molti non si applicano come dovrebbero ma quella canonica che termina con l’assegnazione del titolo di campione d’Italia) e, tanto per dare l’esempio, inizio io.

1° posto al Milano: ha una formazione nettamente al di sopra delle altre anche se, va detto, sta sbandierando l’acquisto del “pro” Adams e poi, sottovoce, dice che arriverà solo se chiuderà l’NHL. Quindi a conti fatti il colpo sensazionale potrebbe anche non avverarsi e, addirittura, più si va avanti più ci sono possibilità che ciò accada. Comunque il livello della squadra è nettamente superiore alle altre.

2° posto al Bolzano: ha operato benissimo sul mercato italiano e aggiungerà un paio di stranieri su cui garantisce Zarrillo per cui sembra proprio la squadra più quadrata e l’antagonista numero 1 del Milano.

3° posto al Cortina: come il Bolzano ha operato ottimamente a livello di campagna rafforzamento, sia sul fronte italiano che straniero ed ha il miglior allenatore (Nilsson) in circolazione da noi. Si presenta come squadra molto tosta e difficile da superare.

4° posto all’Asiago: seppur in ribasso, ha ancora notevoli qualità anche se deve “testare” il giovane portiere e, soprattutto, completare l’organico con allenatore e stranieri. Per quel che riguarda poi l'eventuale arrivo di Rico Fata ... vale lo stesso discorso fatto per Adams.

5° posto al Varese: ha acquistato molto ma deve assemblare tutti e, soprattutto, far vedere sul ghiaccio il valore di alcuni giocatori che sembrano essere arrivato solo perché…. amici degli amici!!!!

6° posto al Torino: ha ricostruito la squadra, ha una buona società, un buon organico ma non ha radici in città e, soprattutto, deve scrollarsi di dosso la nomea di “squadra senza palle” per aver gettato al vento due stagioni con gare determinanti, con avversari di bassa levatura, giocando partite davvero scriteriate.

7° posto al Fassa: anche qui buona la guida tecnica, buono l’organico italiano ed il parco stranieri ma il tasso tecnico sembra essere davvero inferiore alle formazioni già citate in precedenza.

8° posto al Renon: anche sull’altopiano hanno cambiato molto e bene ma, per sfortuna dei “lupetti” si sono mosse bene anche le altre quindi, volente o nolente, si dovrebbero rispettare i valori dello scorso anno, seppur i rossoblù possano (come loro abitudine) rappresentare la vera mina vagante della massima serie.

9° posto all’Alleghe: ha imboccato la strada degli stranieri, vera e propria sconfitta “morale” per Nilo Riva ma nonostante i suoi proclami e quelli del coach Theriault non penso proprio che possa competere con le altre formazioni, se non quelle che si contenderanno gli ultime tre posti.

10° posto al Brunico: spiace per i valpusteresi ma la squadra sembra essere davvero inferiore al restante lotto delle formazioni. Dovrà sudare molto per evitare di essere il fanalino di coda del torneo.

Eccole le famigerate previsioni. Pronte per essere smentite e pronto, io, per essere sbeffeggiato.
C’è qualcun altro che vuole giocare? Avanti c’è posto per tutti, proprio tutti!!!!